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SALUTE CHE FARE!

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
20/10/2017, 12:50

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 Sono più di 20 i patogeni tra batteri, virus, funghi e parassiti che possono rendere meno piacevole l’attività sessuale, trasformando ogni rapporto non protetto in un rischio per la salute a breve e lungo termine....



Sono più di 20 i patogeni trabatteri, virus, funghi e parassiti che possono rendere meno piacevolel’attività sessuale, trasformando ogni rapporto non protetto in un rischio perla salute a breve e lungo termine. Nonostante ciò, le malattie sessualmente trasmesse(MST) sono sempre più diffuse con il riemergere di patologie che sembravanoscomparse, in primis la sifilideche in Italia è cresciuta di oltre il 400% dal 2000, ma anche lagonorrea che ha visto raddoppiare i casi in Europa tra il 2008 e il 2013.

Secondo l’Oms ogni anno l’impattodi quattro tra le più diffuse MST corrisponde a 498,9 milioni di nuovi casi,che tradotto vuol dire che nel mondo oltre un milione e mezzo di persone ogni giorno si ammala per unadi MST. In Italia, secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità (Iss),negli ultimi anni i casi di MST sono passati dai circa 3500 del 2006 ai circa6500 del 2013. Un aumento registrato soprattutto tra gli italiani e i maschi.Oggi ad aumentare sono soprattutto le infezioni batteriche da Chlamydia trachomatis e sifilide, maanche quelle da virus come i condilomi acuminati da alcuni tipi di HPV e leepatiti da virus A o C. Per non parlare dell’infezione da HIV, oggi diventata la più importantemalattia a trasmissione sessuale per le sue rilevanti implicazioni clinichee di spesa sanitaria, i cui nuovi casi non accennano a diminuire nei paesioccidentali.

«In Europa, dalla metà degli anni’90, alcune MST hanno trovato terreno fertile per espandersi dopo un decenniodi declino dei trend epidemiologici, soprattutto nelle grandi metropoli e inalcuni gruppi di popolazione maggiormente a rischio (per esempio i maschiomosessuali)» spiega Antonio Cristaudo,presidente del 56° Congresso dell’Associazione dermatologi ospedalieriitaliani (Adoi). «Negli ultimi anni poi questa crescita è stata amplificatadalla facilità degli incontri sessuali occasionali grazie a Internet e alle App». 

«Qualsiasi rapporto vaginale, anale e orale non protetto tra partner nonmonogami è potenzialmente pericoloso per contrarre una MST», continuaCristaudo. «Stiamo assistendo anche a una minore percezione del rischioHIV da parte della popolazione over 50 e anziana che riceve una diagnositardiva nei centri clinici come il nostro nel 63% dei casi (contro il 47% deipiù giovani) e con segni d’infezione avanzata. Le ragioni? Mancanza diconsapevolezza, sottostima del rischio, carenza di campagne disensibilizzazione ad hoc su queste fasce trascurate della popolazionesessualmente attiva. Questo nonostante il beneficio dato dal trattamentoprecoce delle persone con l’infezione, che limita molto la diffusione del virusad altri soggetti e cronicizza la malattia. In totale sono 30 mila i nuovicasi ogni anno in Europa e circa 3500 in Italia, con un trend che non accenna a diminuire soprattutto in alcuni gruppi ad altorischio sessuale». 

«L’aumento delle infezionisessualmente trasmesse preoccupa – avverte Massimo Giuliani, dell’Istituto Dermatologico San Gallicano diRoma – perché è la spia di un abbassamento della guardia e della percezione delrischio soprattutto in alcune fasce più vulnerabili della popolazione. Oggisappiamo che tutto questo sta sostenendo soprattutto la circolazionedell’infezione da HIV, che viene facilitata largamente dalle MST. Infatti, iportatori di MST hanno un rischio 2-5 volte più alto di contrarre a breveun’infezione da HIV».  

«Ecco perché oggi la lottaall’infezione da HIV passa attraverso la lotta alla diffusione delle MST. Una lottache va fatta aumentando la consapevolezza del rischio infettivo delcomportamento sessuale, allargandotra i giovani l’uso routinario del preservativo», continua Giuliani. «Maanche migliorando l’accesso alle strutture cliniche delle persone che sospettanoun’infezione o un rischio e andando loro incontro con tecniche rapide didiagnosi facilmente eseguibili anche fuori dagli ospedali. Oggi si puòdiagnosticare una sifilide su una goccia di sangue da un dito o fare nellostesso modo un test HIV a casa. O in ospedale si può ricevere il risultato perun’infezione da Clamidia o di gonorrea in 2 ore su una piccola quantità diurine».

Singolare è anche il caso del linfogranulomavenereo, nome che identifica i particolari sierotipi L1 L2 e L3 di Chlamidia primaconfinate in India, Est Asiatico e Sud America e dal 2003 progressivamente inaumento anche in Europa prima nella comunità più a rischio di maschiomosessuali, poi anche tra gli eterosessuali. La diffusione è partita da pochicasi identificati nei Paesi Bassi poi diffusi in Regno Unito e al resto d’Europa.Un contagio che va a braccetto con un picco di infezioni di Epatite C, perchési è ipotizzato che le lesioni della mucosa rettale favoriscano anche dadiffusione del virus HCV e di quelle da HIV a causa di un gruppo di popolazioneche adotta comportamenti ad alto rischio. Non a caso la maggior parte deipazienti riferisce di aver avuto rapporti non protetti con partner anonimi

Una patologia rara fino a pochianni fa che recentemente l’European Surveillance of Sexually TransmittedInfections (Essti) ha definito una “vera e propria epidemia”.

 



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