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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
20/10/2017, 12:43

invecchiare, AGEMONY, aging in harmony, longevit in salute, prevenzione strategica, cultura, epigenetica, alimentazione



Nasce-Agemony,-il-portale-web-di-specialisti-a-360-gradi-per-invecchiare-con-successo


 «Molti componenti alimentari hanno la potenzialità di causare cambiamenti epigenetici nell’uomo», prosegue Spattini. «Per esempio, i broccoli e altre verdure crocifere contengono isotiocianati, che sono in grado di aumentare l’acetilazione....



Invecchiare è un privilegio e una meta, ma anche unasfida. A sottolinearlo è nientemeno che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms),ma a prenderlo seriamente a cuore è il portale web “Agemony – Aging in Harmony”che significa longevità in salute e nel pieno delle proprie facoltà mentali,cognitive ed emotive. Una lunga vita è auspicabile quanto più libera damalattie, cronicità, disabilità di ogni tipo. E per diffondere quella che è unavera cultura del benessere si sono coalizzati specialisti di eterogeneaestrazione: nutrizionisti, cardiologici, medici e psicologi dello sportaccomunati dall’imperativo assoluto di combattere le bufale e le cosiddette fake news che affollano i settoridell’informazione su salute e benessere.

«È un argomento che dovrebbe essere ai primi posti delleagende politiche – avverte Massimo Spattini, specialista in Scienza dell’alimentazione e in Medicinadello sport, oltre che Board Certified in Anti-Aging & RegenerativeMedicine (ABAARM-USA) e direttore scientifico del portale Agemony – visto che siamo nel pieno di una singolare rivoluzionedemografica in cui gli anziani stanno superando il numero dei giovani e ilbilancio dei nuovi nati è negativo».

Nel nel 2000 gli over 60 erano 600 milioni, saranno 1,2miliardi nel 2025 e 2 miliardi nel 2050. Inoltre la smaccata longevità delsesso femminile sta delineando un rapporto di 2 a 1 a favore delle donneanziane. La situazione in termini di salute però non è rosea: un anziano su 4soffre di una malattia cronica, mentre il 23,7% ha più di una patologia checontribuisce al 55% delle visite dal medico generico. Mentre gli over 65 condisabilità sono 2 milioni e mezzo di cui 1,8 milioni gravi e 270 mila ospiti distrutture residenziali. Un’esistenza spesso contrassegnata da emarginazione eabbandono: secondo i dati Istat, solo il 45% vede gli amici una volta asettimana e solo il 2% va al cinema o a teatro.

Tuttavia la piena autosufficienza nella terza, quarta equinta età si potrebbe ottenere con una strategica prevenzione di moltemalattie. «Se ci pensiamo bene, iniziamo ad invecchiare sin dalla nascita – sdrammatizzaSpattini – e da quel momento, anzi sin dalla vita intrauterina, iniziamo agettare le basi della nostra salute futura. Agemony vuole gettare le basi diuna cultura per la nascita di una nuova generazione di “baby boomers” chevogliamo chiamare i “successful boomers”, richiamandoci al concettoanglosassone di “successful aging”», che tradotto significa invecchiare bene,con successo.

Per farlo, continua l’esperto, possiamo utilizzare leconoscenze di una (relativamente) nuova branca di conoscenze: l’epigenetica,ovvero lo studio dei fattori ambientali (interni ed esterni all’organismo) ingrado di interferire sul Dna. Come? «Si è scoperto che alcuni fattori possono “attivare”o “disattivare” sia i geni buoni protettivi, sia quelli che determinano lemalattie. E usando queste conoscenze possiamo gestire quelli a noi piùfavorevoli. Un complesso di conoscenze che rappresenta il fulcro della medicinaantiaging e a questi cambiamenti è dovuto il 70% dei cambiamenti del nostroorganismo».

«È in parte ciò che spiega – aggiunge Gianfranco Beltrami, vice presidentedella Federazione medico sportiva italiana (FMSI) perchédi 2 gemelli con lo stesso Dna e che vivono magari in due continenti diversi,uno può diventare obeso e sviluppare una malattia cardiovascolare e l’altro rimaneremagro e avere per esempio un disturbo dell’umore. Pur venendo al mondo conlo stesso patrimonio genetico (genotipo), è l’ambiente che ci rende diversi emodella il nostro “fenotipo”.

«Molti componenti alimentari hanno la potenzialità dicausare cambiamenti epigenetici nell’uomo», prosegue Spattini. «Per esempio, ibroccoli e altre verdure crocifere contengono isotiocianati, che sono in gradodi aumentare l’acetilazione degli istoni. La soia, contiene genisteina, unisoflavone sospettato di diminuire la metilazione del Dna in alcuni geni. Unpolifenolo trovato nel tè verde, l’epigallocatechina-3- gallato, ha molteattività biologiche tra cui l’inibizione della metilazione del Dna e questo nespiega l’effetto protettivo su numerose malattie. La curcumina, un compostopresente nella curcuma (Curcuma longa), può avere più effetti sull’attivazione dei geni, perché inibisce la metilazione del Dna e allo stessotempo modula l’acetilazione degli istoni». 



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