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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
20/10/2017, 12:10

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Fenomeni-sociali,-la-sessualità-delle-studentesse-universitarie-italiane-in-un-selfie


 Sono in progressivo aumento le persone che hanno rapporti sessuali a rischio di possibili gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili (MST), soprattutto tra i giovani che rappresentano la categoria più fragile...



Sono in progressivoaumento le persone che hanno rapporti sessuali a rischio di possibili gravidanzeindesiderate e malattie sessualmente trasmissibili (MST), soprattutto trai giovani che rappresentano la categoria più fragile. Primo tra i fattori coinvoltinel fenomeno, la giovane età caratterizzata dalla tendenza a comportamenti di "scoperta"della propria sessualità dove la ricerca del limite può sfociare in comportamentitrasgressivi e antisociali.A sostenerlo è un recentestudio condotto da Fiss Giovani della Federazione italiana di sessuologia scientifica(Fiss) su 937 studentesse universitarie di diversi atenei nazionali. Nonostantele numerose campagne di sensibilizzazione e l’aumentata frequenza dei corsi di educazionesessuale effettuati nelle nostre scuole, i comportamenti a rischio non sembranodiminuire. Tanto che il 24% delle giovani intervistate dichiara di aver già avuto5 o più partner sessuali e quasi una studentessa su 10 (9%) riferisce di avere,al momento della compilazione, più fidanzati,friends with benefits o più partner sessuali occasionali. Più di una su 5(22%) non ha utilizzato alcun metodo contraccettivo o di prevenzione delle MST duranteil primo rapporto sessuale.Ad avere una sessualità ad alto rischio sono le ragazze cheabitano con amici, colleghi universitari, partner rispetto a coloro che vivono coni genitori: rapporti sessuali occasionali con sconosciuti (22,4%), sotto l’effettodi alcol (44,7%) o sostanze stupefacenti (38,6%), o totalmente privi di protezionecontro gravidanze e MST (56%).Per quanto riguarda la contraccezione, il 26% delle studentesse riferisce che avere rapportinon protetti non costituisce un fatto sporadico, tanto che oltre il 7%dichiara di essere stata contagiata da una MST. D’altra parte, il 6% usa il coitointerrotto come contraccettivo abituale, mentre il 30% ha assunto la pillola del giorno dopo almeno una volta nella vita.Quasi il 2% dichiara poi di aver avuto un’interruzione volontaria di gravidanza.Sebbene dall’indagine emerga nel complesso una "buona salutesessuale", una discreta percentuale di ragazzeè insoddisfatta della propria sessualità, soprattutto al Nord Italia. Paradossalmentesono proprio le più "trasgressive", alla ricerca del sesso più istintivo e privodi "barriere" a presentare disfunzioni sessuali: l’88,5% delle ragazze che fa uso di alcol e ha relazioni occasionali non hauna sessualità sana, né soddisfacente. Al contrario più della metà delleragazze con una relazione stabile ha alti livelli di soddisfazione.Ma in che modo le ragazze si prendono cura della propria salutesessuale? Solamente il 65% delle ragazze va dal ginecologo o al consultorio almenouna volta all’anno, numeri che si riducono ulteriormente tra le studentesse dellaFacoltà di Medicina e chirurgia.Dove vengono reperite le informazionisu contraccezione, gravidanze indesiderate, pillola del giorno dopo e MST? Le studentesse di Medicina, che sembrano un po’ più preparatein materia, tendono a consultare libri di testo e articoli scientifici, ma soloil 37% del totale fa riferimento a fonti attendibili, mentre il 65% cerca sul web e il 33% trae le proprieinformazioni da TV e riviste generaliste, accanto allo scambio di opinionicon coetanei e genitori, con il rischio di ottenere informazioni fuorvianti e noncontestualizzate. Le conoscenze che ne risultano appaiono così molto frammentariee superficiali: se il 98% identifica correttamente il preservativo come il migliormetodo per evitare le MST, ancora troppe studentesse (5%) non sanno che il coitointerrotto non è un metodo contraccettivo in quanto correlato ad un alto tasso difallimento e quindi al rischio di gravidanza.Chi invece ha partecipato a corsi di educazione sessuale (77,4% del campione) ha una maggior qualitàe quantità di informazioni teoriche, ma non comportamenti più prudenti. Dato chela maggior parte delle studentesse (63%) gradirebbe un’informazione a più ampiorespiro su sessualità, prevenzione delle gravidanze indesiderate, MST e contraccezione,e che è ben nota l’efficacia del counseling su queste tematiche sia da parte deglispecialisti che nell’ambito di corsi di educazione sessuale, sarebbe necessariouno sforzo per il miglioramento di tali corsi nelle scuole, affinché diventino obbligatoricon un programma uniforme sul territorio e un monitoraggio nel tempo dei comportamenti.


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