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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
13/10/2017, 17:24

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 Sono diffuse quanto i tumori nelle aree più sviluppate del mondo le malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici), con 10-15 nuovi casi l’anno ogni 100 mila abitanti e una prevalenza intorno all’1% nella popolazione generale. ...



Sono diffuse quantoi tumori nelle aree più sviluppate del mondo le malattie infiammatorie cronicheintestinali (Mici), con 10-15 nuovi casi l’anno ogni 100 mila abitanti e una prevalenzaintorno all’1% nella popolazione generale. Si tratta di patologie come la rettocoliteulcerosa e la malattia di Crohn dove frequente è il riscontro di disabilità, siaper i postumi di interventi chirurgici sia per malattie perianali e fistolizzanti,sindrome dell’intestino corto, spondilite anchilosante e così via. Ma ciò che più deve preoccupare è che il pazientecolpito da Mici ha un’alterazione dell’immunità cellulare che aumenta il rischiodi complicanze infettive.«Purtroppo ad oggi - denuncia il gastroenterologo Riccardo Ballanti, direttore dell’UOC diGastroenterologia dell’Ospedale Santo Spirito e San Filippo Neri di Roma, duranteil 4° Congresso nazionale della Societàitaliana di gastro-reumatologia (Sigr) - è che ad oggi un significativo numero di pazienti con Mici rimane inadeguatamentevaccinato. Per loro è fondamentale effettuare lo screening sistematico di tutte le infezioni che possono insorgerein corso di terapia con farmaci immunosoppressori, riconoscerle precocemente e trattarlesecondo le linee guida del Ministero della Salute con successivo follow-up». «I pazienti che assumono dosi più elevate di farmaci immunosoppressori obiologici come gli anti-TNF - sottolinea Bruno Laganà, presidente Sigr - corrono il rischio di indebolire ulteriormenteun sistema immune già provato, con il rischio di riattivare infezioni da citomegalovirus,virus di Epstein-Barr (EBV), epatite B (HBV), varicella, tubercolosi, ecc. Senzatralasciare il maggior rischio di contrarre polmoniti batteriche in seguito a terapiasteroidea, tiopurine e farmaci biologici». Le linee guida europee 2014 dell’European Crohn’s and Colitis Organizationraccomandano di sottoporre i pazienti affetti da Mici ad alcune vaccinazioni specifiche:per esempio contro epatite B, varicella, influenza, papilloma virus (HPV) e pneumococco.Tali vaccini sono sicuri nei pazienti affetti da Mici e non sono associati al rischiodi riacutizzazione della malattia. Per questo tutti i pazienti con Mici si dovrebberosottoporre annualmente a vaccinazione antinfluenzale per evitare il rischio di complicanze.Altri fattori di rischio minori per malattie infettive invasive e complicanzegravi sono malnutrizione, immunodeficienza congenita, infezione da HIV, diabetemellito, nutrizione parenterale totale per lunghi periodi e chirurgia intestinale.Secondo il Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019 del Ministero dellaSalute, particolarmente a rischio sono i gruppi di popolazione con patologie cardiovascolari,respiratorie, metaboliche, immunodepressione,esposti ad aumentato rischio di malattie infettive invasive e complicanze gravi.Ulteriori fattori di rischio sono l’età superiore a 50 anni e la combinazione dipiù farmaci immunosoppressori: passare dalla monoterapia alla terapia combinatafa aumentare da 3 a 15 volte il rischio di infezioni.


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