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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
06/10/2017, 13:57

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 Sono in aumento nella popolazione più anziana (over 65) le patologie in grado di compromettere la vista...



Sono in aumento nella popolazione più anziana (over 65) le patologie in grado di compromettere la vista come diabete, cataratta, glaucoma, maculopatie, ictus cerebrali con alterazione e deficit del campo visivo di vario grado. Secondo i dati diffusi da Aci-Istat-Università Bicocca di Milano in Italia gli incidenti causati da difetti all’apparato visivo variano dal 20 al 60%, ma 1 automobilista su 4 (26%) non va dall’oculista da oltre 2 anni.
«La visita oculistica in occasione del rinnovo della patente - avverte l’oftalmologo Danilo Mazzacane, segretario del Gruppo liberi oculisti ambulatoriali (Gloa) - rappresenta un’importante opportunità per controllare la salute dei propri occhi e fare il punto della situazione, ponendovi rimedio ove necessario e possibile. Il caso più comune che si presenta a noi oculisti, oltre alla prescrizione di lenti adeguate, è suggerire l’intervento per cataratta o scoprire patologie fino a quel momento ignote al paziente anziano quali maculopatia o glaucoma, e iniziare così un valido percorso terapeutico».
In virtù della normativa in vigore da soli 6 anni con Dl 59/2011 del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, che fissa i requisiti minimi secondo le direttive europee per il conseguimento e il rinnovo delle patenti di guida, l’oculista si trova ad essere:
oconsulente per il medico monocratico, certificando la "compatibilità delle condizioni visive del candidato affetto da patologie oculari con la guida di veicoli a motore"
oconsulente per la Commissione medica locale, qualora non siano presenti i requisiti visivi
oimportante interfaccia tra la legge e il paziente per la presa di coscienza nei casi critici dei propri limiti visivi e della responsabilità che ciò comporta.
Se la legge riguarda coloro che soffrono di vere e proprie malattie dell’apparato visivo, dal punto di vista del cittadino si è verificata una piccola rivoluzione. Il candidato monocolo (vedente solo attraverso un occhio) non va più in commissione, ma si reca semplicemente dal medico monocratico: quindi il giudizio viene espresso da un medico legale da solo, in Asl o presso strutture private come le Autoscuole o centri per pratiche auto, a patto che l’occhio residuo sia in buone condizioni di salute visiva e siano rispettati determinati requisiti "certificati" dall’oculista.
La stessa cosa vale per il candidato binoculare (vedente con due occhi) con patologie dell’apparato visivo non progressive, che deve conseguire o rinnovare la patente di tipo B o A: si può recare semplicemente dal medico monocratico, a patto che siano rispettati determinati requisiti "certificati" dall’oculista.
Quindi, il candidato dovrà essere esaminato dalla Commissione:
oin assenza di requisiti minimi 
oin presenza di malattie progressive (glaucoma, maculopatia, retinopatia diabetica, ecc.) ose la vista monoculare è presente da meno di 6 mesi.
In questi casi il candidato deve sottoporsi al giudizio della Commissione medica locale che può autorizzare la guida in casi eccezionali, ponendo delle limitazioni alla guida e avvalendosi di accertamenti da parte di medico specialista oculista.
In base all’art. 13 Lg 59, vale comunque per tutti la regola che se si perdono i requisiti minimi visivi la patente non è più valida.



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