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SALUTE CHE FARE!

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
29/09/2017, 17:29

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 Affamare le cellule tumorali contrastando l’angiogenesi. Sono queste le capacità "anticancro" individuate da uno studio made in Italy ...



Affamare le cellule tumorali contrastando l’angiogenesi. Sono queste le capacità "anticancro" individuate da uno studio made in Italy per un gruppo di nuove molecole derivate da un fitocomposto contenuto nel luppolo della birra. La capacità dello xantumolo (XN) - questo il nome della molecola base da cui sono state create le nuove formulazioni di sintesi - di prevenire lo sviluppo delle cellule tumorali consiste nel privarle dei "viveri" di cui si nutrono, inibendo i meccanismi grazie ai quali si procurano ossigeno e si diffondono nell’organismo. Esercitano anche un’azione in grado di contrastare lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi), che rappresenta una delle più diffuse strategie terapeutiche antitumorali spesso viene affiancata alla chemioterapia. 
La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista internazionale European Journal of Medicinal Chemistry, è frutto di una collaborazione tra istituti di ricerca italiani: il laboratorio di Biologia vascolare e angiogenesi di MultiMedica diretto da Adriana Albini, Armando Rossello del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Pisa, Douglas Noonan dell’Università dell’Insubria di Varese e l’Irccs Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. 
«Lo studio - spiega Adriana Albini - apre la strada per lo sviluppo futuro su più ampia scala di analoghi sintetici dello xantumolo da sperimentare come possibili agenti chemiopreventivi. Il passo successivo sarà quello di testare i più attivi derivati brevettati del luppolo in modelli cellulari complessi e individuare i principali interruttori molecolari coinvolti nel loro effetto antiangiogenico e antitumorale come possibili bersagli da colpire, sia in approcci terapeutici sia di prevenzione». Più nel dettaglio, lo studio della durata di 4 anni ha evidenziato una capacità di riduzione dell’angiogenesi, da parte dei nuovi xantumoli, dell’80% in test sperimentali».



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