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SALUTE CHE FARE!

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
22/09/2017, 12:22

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 Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte nelle donne dopo i 50 anni (55% contro il 43% negli uomini)...



Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte nelle donne dopo i 50 anni (55% contro il 43% negli uomini). Ma se ai fattori di rischio "tradizionali" (ipertensione, fumo, diabete, sovrappeso, età) si aggiungono stress e depressione, il rischio di decesso e disabilità è ancora maggiore. La depressione colpisce infatti quasi 3 milioni di donne in Italia, il doppio rispetto agli uomini. Inoltre, lo stress cronico aumenta il rischio di infarto e ictus al pari di fumo e pressione alta, come evidenziato in un recente studio pubblicato su Lancet. Non più confortante è un altro studio condotto in Nuova Zelanda e pubblicato su Heart, secondo cui le persone cardiopatiche più stressate hanno il quadruplo di probabilità di morire per cause cardiache e quasi il triplo per qualsiasi causa rispetto alle persone non stressate.
«Sul fronte della salute mentale la depressione nelle adolescenti e nelle giovani donne cresce a ritmi sostenuti - avverte Francesca Merzagora, presidente di Onda - mentre il primo episodio depressivo in età avanzata è oggi considerato un sintomo prodromico di demenza. Purtroppo le malattie cardiovascolari, prima causa di morte per le donne italiane, si accompagnano ancora ad una scarsa consapevolezza della popolazione femminile che comporta ritardi diagnostici e terapeutici».
«Se i disturbi cardio-cerebrovascolari e la depressione unipolare si presentano congiuntamente - spiega Claudio Mencacci, presidente del Comitato scientifico Onda - aumenta in maniera esponenziale il rischio di mortalità. Le differenze genetiche e ormonali che contraddistinguono la donna dall’uomo vedono una netta prevalenza della depressione e dell’ansia in tutti i cicli vitali della donna, mentre per le patologie cardio-cerebrovascolari c’è una forte crescita nelle fasi del post climaterio e nell’età più avanzata. Le condizioni di stress cronico sono oggi considerate rischiose quanto il fumo e l’ipertensione nel facilitare infarto del miocardio e ictus. All’origine di entrambe le patologie cardio-cerebrovascolari e della depressione sussiste un fenomeno proinfiammatorio che comporta danni sia per la funzione endoteliale sia per il sistema immunitario».
«Se le campagne di sensibilizzazione sul rischio cardiovascolare femminile - aggiunge Maria Penco, ordinario di Cardiologia e direttore della Scuola di specializzazione in Malattie dell’apparato cardiovascolare all’Università dell’Aquila - si sono finora rivolte soprattutto alla popolazione più anziana, dagli ultimi dati della letteratura è emerso però che anche la popolazione femminile tra i 35 e i 54 anni è a rischio, suggerendo la necessità di introdurre campagne di screening già a partire dai 25 anni puntando sul trattamento dei fattori di rischio, ma soprattutto sulla consapevolezza del ruolo che ciascuno di essi ricopre nell’aumentare la probabilità di avere una malattia cardiovascolare. Purtroppo, sono le donne stesse ad avere una scarsa conoscenza e coscienza del proprio rischio cardiologico individuale, talvolta superiore a quella maschile».


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