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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
27/07/2017, 13:32

tumore vescica, TUTimore, prevenzione, fumo, informazioni, immunoterapia, anticoprpi anti-PD1 e PDL1



Tumore-della-vescica,-secondo-l’Aiom-un-italiano-su-tre-non-conosce-la-neoplasia


 Tumore della vescica malattia ancora "sconosciuta" alla maggioranza degli italiani. Solo il 37% ne ha mai sentito parlare, nonostante colpisca ogni anno quasi 27 mila persone e sia in costante aumento...



Tumore della vescica malattia ancora "sconosciuta" alla maggioranza degli italiani. Solo il 37% ne ha mai sentito parlare, nonostante colpisca ogni anno quasi 27 mila persone e sia in costante aumento il numero di nuovi casi. A preoccupare maggiormente, tuttavia, è la scarsa conoscenza dei fattori di rischio e delle possibilità di cura. Sono questi solo alcuni dei dati di un sondaggio condotto nei mesi scorsi su 1.562 cittadini dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). L’indagine, che fa parte della campagna di sensibilizzazione sul tumore uroteliale, Non avere TUTimore, è la prima mai realizzata in Italia in collaborazione con Roche. Secondo il 68% degli italiani il tumore della vescica è una forma di cancro inguaribile, mentre il 78% non sa che si può prevenire, il 52% ignora che interessa soprattutto gli uomini e solo il 23% considera il fumo una possibile causa della neoplasia (mentre rappresenta il principale fattore di rischio). Otto cittadini su 10 vorrebbero però ricevere maggiori informazioni e notizie. 
A fare il punto sulle nuove terapie sono gli specialisti. «Il 78% dei pazienti italiani riesce a sconfiggere il tumore della vescica» avverte Sergio Bracarda, direttore del Dipartimento oncologico dell’Ausl Toscana Sud Est di Arezzo e consigliere nazionale Aiom. «Finora questa neoplasia in fase avanzata è stata principalmente trattata con la chemioterapia, ma non sempre in modo ottimale a causa della presenza di alcune complicanze come l’insufficienza renale. Inoltre, è difficile da curare perché colpisce soprattutto persone anziane e spesso afflitte da altre patologie. Studi clinici hanno evidenziato, anche in questa patologia neoplastica, il ruolo dell’immunoterapia con l’introduzione di anticorpi anti-PD1 e anti-PD-L1, in grado di ripristinare la capacità del nostro sistema immunitario di riconoscere e aggredire il cancro. Farmaci che hanno dimostrato di essere efficaci e meglio tollerati della tradizionale chemioterapia». 
 


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