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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
21/07/2017, 16:08

sete, bevande, succhi di frutta, pompelmo, interferenza farmaci,



Succhi-di-frutta,-pompelmo-da-evitare-quando-si-è-in-terapia-con-alcuni-farmaci


 Con la calura estiva si fa sentire sempre di più la necessità di introdurre liquidi in grado di dissetarci e mantenere un buon equilibrio idroelettrolitico del corpo. Ma attenzione: non tutte le bevande, anche quelle a base di frutta, sono sempre...



Con la calura estiva si fa sentire sempre di più la necessità di introdurre liquidi in grado di dissetarci e mantenere un buon equilibrio idroelettrolitico del corpo. Ma attenzione: non tutte le bevande, anche quelle a base di frutta, sono sempre idonee a soddisfare il nostro desiderio di sete. Per esempio il pompelmo, sottoforma di frutto da consumare a tavola o di succo da bere, può interferire con il meccanismo d’azione di alcuni farmaci quali corticosteroidi, antipertensivi, statine, antiaritmici, ansiolitici e antistaminici. L’impatto sulla salute dipende, tuttavia, dal soggetto esposto, dal tipo di farmaco assunto e dalla quantità di pompelmo che si consuma. A lanciare l’avvertimento è nientemeno che la Food and drug administration (Fda) americana, che ha chiesto di inserire nell’etichetta dei farmaci da prescrizione e da banco (Otc) da somministrare per bocca l’avviso per il paziente di non consumare pompelmo durante la terapia. I farmaci con cui si corre questo rischio sono statine come simvastatina e atorvastatina, calcioantagonisti, farmaci antirigetto come le ciclosporine, ansiolitici come buspirone, alcuni corticosteroidi per il morbo di Crohn, antiaritmici come amiodarone e alcuni antistaminici come fexofenadina. Poiché la gravità dell’interferenza dipende da diverse variabili, è bene rivolgersi sempre al medico di famiglia o al farmacista di fiducia per avere chiarimenti sul farmaco assunto in caso di introduzione del pompelmo nella dieta. 
Secondo l’Fda il pompelmo favorirebbe la presenza di una maggiore quantità di farmaco in circolo con il rischio di aumentare eventuali effetti collaterali. Inoltre molti farmaci vengono metabolizzati dal CYP3A4, un enzima appartenente alla classe delle ossidoreduttasi la cui azione può essere bloccata dal pompelmo a livello intestinale, con il risultato di prolungare la loro permanenza in circolo. Il diverso impatto dipende anche dalla quantità di CYP3A4 variabile da persona a persona. Ma anche il meccanismo d’interazione è diverso da farmaco a farmaco: nel caso per esempio dell’antistaminico fexofenadina il consumo di pompelmo, ma anche di arancia, ne riduce invece le quantità in circolo.
Attenzione, dunque, ai succhi di frutta che consumiamo per combattere il caldo e la sete. 


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