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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
14/07/2017, 13:56

collirio, cenegermin, cheratite neutrofica,trattamento biotecnologico, nervo trigemino



Cheratite-neurotrofica,-disponibile-primo-farmaco-biotecnologico-made-in-Italy


 Ha finalmente ricevuto l’autorizzazione europea all’immissione in commercio il collirio a base di cenegermin per il trattamento della cheratite neurotrofica moderata o grave. ..



Ha finalmente ricevuto l’autorizzazione europea all’immissione in commercio il collirio a base di cenegermin per il trattamento della cheratite neurotrofica moderata o grave. Si tratta del primo trattamento biotecnologico autorizzato per questa specifica indicazione in Europa, in grado di rispondere ai bisogni dei pazienti affetti da questa patologia oculare rara e gravemente invalidante, che può causare la perdita della vista e che fino ad oggi non era possibile curare per la mancanza di farmaci approvati.
Alla base di cenegermin ci sono decenni di ricerca made in Italy, a partire dagli studi del premio Nobel Rita Levi Montalcini che scoprì il fattore di crescita neuronale (Ngf), per giungere alla collaborazione tra l’azienda biofarmaceutica Dompé e centri di eccellenza in oftalmologia rinomati a livello internazionale.
Cenegermin è la versione ricombinante dell’Ngf umano, quindi una proteina del tutto simile a quella naturalmente prodotta dal corpo umano, coinvolta nello sviluppo, nel mantenimento e nella sopravvivenza delle cellule nervose. Somministrato in gocce oculari nei pazienti con cheratite neurotrofica moderata o grave, il principio attivo è in grado di ripristinare i normali processi di guarigione dell’occhio e riparare il danno della cornea.
«L’origine della cheratite neurotrofica è legata a un danno del nervo trigemino, uno dei nervi responsabili dell’integrità anatomica e funzionale dell’occhio, che può condurre alla perdita di sensibilità corneale» afferma Leonardo Mastropasqua, direttore del Centro nazionale di alta tecnologia in oftalmologia dell’Università "G. d’Annunzio" Chieti-Pescara. «Nelle sue forme più gravi può portare a ulcere, necrosi asettica e perforazioni corneali con conseguenze sulle capacità visive di chi ne soffre. Proprio in virtù della ridotta sensibilità corneale, spesso il paziente non presenta sintomi nelle fasi iniziali della malattia. Considerate la gravità della patologia e la mancanza di valide alternative, poter disporre di un’opzione terapeutica in grado di intervenire sulle lesioni corneali appare di grande importanza per la comunità di oftalmologi e per i pazienti stessi».


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