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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
30/06/2017, 17:09

alimentazione, sistema redox, arginina, vitamina C, polifenoli, antiossidanti, omega-3, minerali, glutatione, astaxantinA, stress osidativo, dna



Longevità,-attività-fisica-moderata-e-dieta-corretta-ringiovaniscono-le-cellule-di-9-anni


 L’alimentazione dello sportivo dovrebbe tener conto di una serie di nutrienti in grado di migliorare od ottimizzare le funzioni del "sistema redox", il sistema biochimico che presiede fisiologicamente al controllo dei più importanti fenomeni ...



L’alimentazione dello sportivo dovrebbe tener conto di una serie di nutrienti in grado di migliorare od ottimizzare le funzioni del "sistema redox", il sistema biochimico che presiede fisiologicamente al controllo dei più importanti fenomeni vitali, quali la trasmissione di informazioni nelle e tra le cellule, la difesa contro i patogeni e la detossificazione. Per esempio una combinazione di arginina (contenuta abbondantemente nella frutta secca) e di vitamina C (ben presente in diversi tipi di frutta) può essere utile nell’aumentare i livelli di ossido nitrico, indispensabile per il buon funzionamento del circolo sanguigno e, quindi, dell’apparato muscolare. 
Inoltre, quasi tutti i polifenoli variamente contenuti nella frutta (frutti di bosco, melograno, uva nera, ecc.) e nella verdura soprattutto di stagione, a km e a tempo zero, stimolano la produzione endogena di antiossidanti a livello del Dna e favoriscono la produzione di nuovi mitocondri come accade con la sola attività fisica, potenziandone i benefici effetti. Un ruolo importante è svolto poi dai sali minerali e dai cosiddetti acidi grassi polinsaturi omega-3 (EPA e DHA), contenuti nelle alghe, in piccoli crostacei, nel pesce azzurro e in alcuni tipi di frutta secca con guscio non tostata, che svolgono un ruolo determinante nel mantenere le membrane cellulari dei vasi sanguigni e dei muscoli sufficientemente fluide e nel preservare le funzioni visiva e cardiaca essenziali nello sport. 
Se il regime dietetico non è sufficiente, sarà il medico a proporre sulla base di specifiche indagini di laboratorio un programma dietetico con integratori, evitando il fai-da-te perché "di più non sempre è meglio". Tra le sostanze più interessanti vanno segnalate le vitamine E e C, il coenzima Q10, l’acido lipoico, l’astaxantina e il glutatione, il più potente antiossidante intracellulare (a stimolarne la produzione "endogena" sono le proteine del siero di latte). L’integrazione va sempre limitata nel tempo, circoscrivendola per esempio ai primi 5 giorni della settimana per non più di 4 mesi, salvo diversa prescrizione medica. La personalizzazione della prescrizione di omega 3, in particolare, è oggi possibile grazie al cosiddetto esame lipidomico attraverso una semplice goccia di sangue. 
«Se nei soggetti allenati le sostanze antiossidanti dell’organismo assunte con una alimentazione equilibrata rimettono il sistema in equilibrio, negli atleti occasionali la barriera antiossidante non è abbastanza efficiente a contrastare lo "tsunami’ ossidativo"» sottolinea Maurizio Muscaritoli, presidente Sinuc. «Stress eccessivo che può arrivare ad alterare non solo le cellule, ma anche il loro Dna. Ci rivolgiamo allora a quel 31% della popolazione italiana che si mobilita all’inizio della bella stagione, pensando di recuperare i danni della pigrizia invernale o attirati dal desiderio di trascorrere più tempo all’aria aperta (il 75%). Recuperare il tempo perduto dopo il lungo letargo invernale è un buon proposito, purché sia affrontato in maniera graduale».
Secondo una ricerca americana della Brigham Young University di Provo in Utah, fare 30 minuti al giorno di jogging per le donne e 40 per gli uomini, 5 volte la settimana, diminuirebbe l’invecchiamento cellulare di 9 anni, mentre gli atleti della domenica e quelli che escono dal lungo letargo invernale per recuperare il tempo perduto con poche ma faticose uscite sono a rischio di infortuni ed eccesso di stress ossidativo. Lo stesso che già il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) aveva indicato come fattore di rischio di patologie insospettabili quali Alzheimer, morbo di Chron e artrite reumatoide. 


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