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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
30/06/2017, 17:04

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 Praticare attività fisica in eccesso non è salutare, anzi predispone ad invecchiamento precoce, ictus e Alzheimer. A lanciare l’allarme dal 2° Congresso della Società italiana di nutrizione clinica (Sinuc) di Firenze...



Praticare attività fisica in eccesso non è salutare, anzi predispone ad invecchiamento precoce, ictus e Alzheimer. A lanciare l’allarme dal 2° Congresso della Società italiana di nutrizione clinica (Sinuc) di Firenze sono gli esperti di biochimica cellulare, secondo i quali l’esercizio fisico in base a come viene effettuato può trasformarsi da prezioso strumento di prevenzione a fattore di rischio per la salute. Diversi studi hanno messo in evidenza che la pratica regolare dello sport riduce il rischio di malattie cardiovascolari con aumento del colesterolo buono, diminuzione della pressione arteriosa e maggior rifornimento di ossigeno al muscolo cardiaco; rafforza il tessuto connettivo di cartilagini, legamenti, tendini e ossa; infine, promuove un generale stato di benessere dovuto alla produzione di endorfine, le molecole del buonumore. Ma un’attività fisica eccessiva può determinare, d’altro canto, un aumento di radicali liberi e stress ossidativo che le normali difese dell’organismo non riescono a fronteggiare. 
«Lo stress ossidativo è uno squilibrio tra i processi ossidativi che avvengono nell’organismo e le reazioni antiossidanti che si verificano in tutte le cellule» spiega Eugenio Luigi Iorio, presidente dell’Osservatorio internazionale dello stress ossidativo. «In pratica l’ossigeno, attivato sotto forma di specie reattive dell’ossigeno (Ros), aggredisce lipidi e proteine attraverso il processo di perossidazione. Quando viene esercitata un’intensa e strenua attività fisica, soprattutto di tipo aerobico, le Ros non solo arrivano a colpire le fibre muscolari predisponendole a lesioni e traumi, ma aggrediscono anche il tessuto connettivo dell’apparato locomotore con maggior rischio di infiammazioni, borsiti e tendiniti». 
«Lo stress ossidativo non è più inteso come in passato, cioè uno squilibrio fra produzione di radicali liberi e loro eliminazione da parte dei sistemi di difesa antiossidante, - prosegue Iorio - ma è un fenomeno di adattamento comune a tutti gli organismi viventi, dai batteri all’uomo passando per le piante. In pratica esiste un sistema biochimico complesso unico, definito "sistema redox", costituito dall’insieme di ossidanti e antiossidanti, che presiede fisiologicamente al controllo dei più importanti fenomeni vitali, quali la trasmissione di informazioni intra e intercellulari, la difesa contro i patogeni e la detossificazione. Quando il sistema redox non funziona bene nascono i problemi che si chiamano invecchiamento precoce, malattie degenerative e cancro. Lo stress ossidativo costituisce un fattore emergente di rischio per la salute che può essere diagnosticato e, nei casi favorevoli, prevenuto e curato. L’esercizio fisico corretto stimola la produzione di un radicale libero, l’ossido nitrico, da parte delle celle endoteliali che tappezzano la parete interna dei vasi, il quale ha un potente effetto vasodilatatore; inoltre, una corretta attività fisica stimola la produzione di antiossidanti per attivazione diretta del Dna. Attività fisiche intense e protratte, specialmente in soggetti non allenati, mettono fuori gioco questo delicato meccanismo con danni funzionali e/o strutturali a carico dell’apparato locomotore». 



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