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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
30/06/2017, 17:00

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Celiachia,-quando-il-bambino-non-cresce-con-il-rischio-di-non-ricevere-una-diagnosi


 A ricevere una diagnosi di celiachia è un italiano su 100, ma alla metà dei pazienti portatori della malattia non viene riconosciuta....



A ricevere una diagnosi di celiachia è un italiano su 100, ma alla metà dei pazienti portatori della malattia non viene riconosciuta. Nei bambini dai 6 anni in su la malattia si presenta con sintomi gastrointestinali come vomito, diarrea, perdita di peso e arresto della crescita, che segue l’introduzione del glutine nella dieta. Una forma che colpisce un terzo dei 50 mila casi di celiachia pediatrica italiani. I restanti due terzi riguardano bambini più grandi con anemia che non risponde alla terapia con ferro, stanchezza, aumento dei livelli di transaminasi nel sangue, perdita di peso e rallentamento della crescita staturale senza però i più caratteristici sintomi gastrointestinali. 
Infine, le forme cosiddette "silenti" asintomatiche con presenza di anticorpi tipici della malattia associati a lesioni intestinali da contatto tra la proteina del glutine e la mucosa che riveste il tubo digerente. Un incontro mal tollerato dai celiaci che rispondono con una reazione autoimmunitaria e infiammatoria tipica della patologia.
«Nei bambini è possibile fare diagnosi con un semplice esame del sangue per rilevare la presenza di anticorpi specifici (TTG o EMA) in misura 10 volte superiore ai livelli normali» spiega Maurizio Muscaritoli, presidente della Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo (Sinuc). «Ciò rende la diagnosi più facile e meno traumatica rispetto alla biopsia intestinale - invece necessaria nella popolazione adulta - che individua se i villi intestinali sono atrofici e infiammati. Il trattamento della patologia si basa su un regime dietetico che escluda in maniera assoluta e a vita il glutine contenuto in grano, frumento, segale, orzo, farro e kamut, mentre sono permessi riso, mais e prodotti certificati per assenza di glutine ormai ampiamente disponibili in commercio e a carico del SSN. La novità è che la celiachia si manifesta sempre più in maniera "camaleontica" con sintomi atipici quali anemia e perdita di massa ossea spia di malassorbimento di nutrienti. Mentre in altri casi i sintomi sono dermatiti e perdita di capelli (alopecia), che solo dopo un lungo iter vengono ricondotti all’intolleranza al glutine».
L’efficacia della dieta si verifica sia con la scomparsa dei sintomi sia per la diminuzione degli anticorpi, i cui valori si normalizzano solo dopo 12 mesi dall’eliminazione del glutine.
Dopo la diagnosi la famiglia deve intraprendere un percorso di adattamento e una riorganizzazione dello stile di vita che coinvolge tutti i suoi componenti. Se ben organizzata la dieta del bambino celiaco permette un’adesione ottimale: stoviglie dedicate, organizzazione della dispensa con alimenti senza glutine separati da quelli del resto della famiglia, acquisto di prodotti certificati e informazione alla scuola in modo che la mensa si adegui alle sue esigenze. Ciò nonostante, più della metà degli adolescenti abbandona la dieta senza glutine per la perdita di controllo dei genitori, il desiderio di adeguarsi al gruppo e il timore di non essere accettato o emarginato. 
Nell’adolescente celiaco non diagnosticato o che non segue correttamente la dieta senza glutine il picco di massa ossea raggiunto (16-18 anni nelle femmine, 20-22 anni nel maschio) rimane così ridotto con conseguente maggior rischio di osteoporosi in età adulta. Un risultato davvero che si può e si deve evitare a tutti i costi. 


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