SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

Progetto realizzato da MediaSalus Srl 

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
30/06/2017, 16:55

regime alimentare, dieta mediterranea, prevenzione ictus, riduzione mortalit



Prevenzione,-calano-di-un-terzo-rischio-e-mortalità-per-ictus-con-dieta-mediterranea


 Aderire al regime alimentare tipico della dieta mediterranea significa anche ridurre il rischio e la mortalità per ictus fino al 30%. A sostenerlo è Paolo Orlandoni, segretario della Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo (Sinuc)....



Aderire al regime alimentare tipico della dieta mediterranea significa anche ridurre il rischio e la mortalità per ictus fino al 30%. A sostenerlo è Paolo Orlandoni, segretario della Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo (Sinuc). «Per dieta mediterranea - aggiunge l’esperto - s’intende un modello alimentare ricco di frutta, verdura e legumi, cereali non raffinati, moderate quantità di pesce, latticini e frutta a guscio, olio extravergine d’oliva come principale fonte di grasso, poca carne rossa e un moderato consumo di vino ai pasti». 
«Nel caso poi di pazienti colpiti da ictus - sottolinea Maurizio Muscaritoli, presidente Sinuc - il supporto nutrizionale nella fase acuta è funzionale a stabilire l’esistenza di uno stato di malnutrizione precedente o a prevenirla, a scongiurare squilibri elettrolitici e ad evitare carenze di specifici minerali o vitamine. La malnutrizione è direttamente correlata ad un esito peggiore a 6 mesi dall’evento. In questi casi sono possibili diversi livelli di intervento: con diete adattate alla capacità di deglutire del paziente, con bevande e alimenti a consistenza modificata o attraverso la nutrizione artificiale tramite sondino nasogastrico o con gastrostomia endoscopica percutanea (Peg)». Secondo i dati Sinuc, infatti, circa il 60% degli over 65 risulta malnutrito al momento del ricovero in ospedale.



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