SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
23/06/2017, 11:40

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Potrebbe rivelarsi dannosa anche nelle persone con ipertensione arteriosa l’eccessiva diminuzione del consumo di sale. A lanciare l’avvertimento sono gli esperti intervenuti al 27° Congresso della Società europea dell’ipertensione (Esh), secondo i quali un’eccessiva riduzione di sale può portare a complicazioni di vario genere. Se è vero che riducendo il consumo di sale diminuiscono gli eventi cardiovascolari, al di sotto dei 3 g di sodio al giorno il rischio cardiovascolare risale. Ma allora come si deve comportare?
«In pratica - chiarisce Giuseppe Mancia, direttore del Dipartimento di Medicina dell’Università Milano-Bicocca all’Ospedale San Gerardo di Monza e presidente dell’Esh meeting di Miano - sarebbe prudente raccomandare una riduzione dell’apporto di sodio fino ai 3 g». Ma quello che conta ancora di più sul rischio cardiovascolare, sottolineano gli scienziati, è forse la scarsa aderenza alla terapia da parte del paziente. In Lombardia, per esempio, su quasi 800 mila pazienti che iniziano la terapia il 62,8% la sospende.
«In realtà - sottolinea Mancia - ad entrare in gioco sono anche altri elementi come l’efficienza dei sistemi sanitari nel campo della prevenzione, il mancato utilizzo da parte dei sanitari delle terapie più efficaci a disposizione e l’inerzia terapeutica del medico che si trova di fronte a un paziente che non ha la pressione controllata, ma preferisce aspettare di vedere cosa succederà alla visita successiva». 


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