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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
05/06/2017, 18:33

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 Chi si sposta in città sembra avere maggior probabilità di sviluppare una malattia rispetto a chi rimane fuori dai grandi centri....



Il passaggio da un’economia prevalentemente rurale a quella industriale, la fuga dalle campagne verso le città, rappresenta - oggi possiamo dirlo con sufficiente approssimazione - un fenomeno discutibile sotto diversi punti di vista: economico, sociale e da alcuni anni anche sanitario. «L’inurbamento e l’urbanizzazione hanno portato come conseguenza diretta la crescita di due malattie, diabete e obesità, che costituiscono la vera conseguenza del logorio della vita moderna» avverte Michele Carruba, direttore del Centro studi e ricerche sull’obesità dell’Università di Milano.
«Oggi in città oltre 2 persone su 3 hanno il diabete - sottolinea Andrea Lenzi, presidente dell’Health City Institute e del Comitato per la Biosicurezza e le biotecnologie e le scienze della vita della Presidenza del Consiglio dei ministri. «Secondo l’International Diabetes Federation (IDF), nel mondo ci sono 246 milioni (65%) di malati che abitano nei centri urbani rispetto ai 136 milioni delle aree rurali, il numero è destinato a crescere. Dati Istat 2015 per l’Italia dicono che il 35,2% dei residenti nelle città con oltre mezzo milione di abitanti sono sovrappeso e a loro si aggiunge il 9,2% di obesi».
Chi si sposta in città sembra avere maggior probabilità di sviluppare una malattia rispetto a chi rimane fuori dai grandi centri. «Un dato preoccupante - commenta Roberto Pella, vice presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e presidente europeo delle piccole municipalità - soprattutto, se si considera che, per la prima volta nella storia dell’umanità, la maggior parte della popolazione vive nelle aree urbane con progressivo aumento dei residenti nelle città».
Maggiore ricchezza uguale maggiori consumi alimentari e una vita più sedentaria: a confermarlo è ancora l’Istat secondo cui 4 italiani su 10 sono sedentari con prevalenza delle donne (44,3% rispetto al 35,15% dei maschi inattivi), mentree solo il 23,8% dei connazionali pratica uno sport in modo continuativo. «È come se la città "alimentasse" diabete e obesità in maniera lenta ma continua, ed è per questo motivo che proprio dalle città e dallo stile associato alla vita cittadina bisogna partire per concentrare gli sforzi volti ad arginare queste malattie» aggiunge Paolo Sbraccia, past president della Società italiana dell’obesità (Sio). «Ciò vuol dire soprattutto fare "prevenzione": l’80% delle malattie croniche può essere prevenuto seguendo corretti stili di vita».
Come combattere diabete e obesità nei centri urbani? Attraverso la collaborazione tra professionisti della salute, esperti del mondo delle attività motorie e sportive, amministratori, urbanisti, mondo scientifico e gli stessi cittadini. Come il progetto Città per Camminare e della Salute, ideato dalla Scuola del Cammino affiancata dalla Fidal, messo a punto per promuovere attività motoria e stili di vita salutari in grado di prevenire le malattie. «Non è necessario essere un atleta professionista - spiega Maurizio Damilano, campione olimpico pluridecorato e presidente della Scuola del Cammino - per essere in salute va benissimo spostarsi a piedi, utilizzare con più regolarità il cammino, ancor meglio se a passo veloce. Per questo abbiamo ideato un progetto, trasformato in un’applicazione per smartphone, che offre una proposta e soluzioni per muoversi, a costo zero, in centri urbani a misura d’uomo. Sono stati individuati numerosi percorsi in tutta Italia ideali per camminare in città, adatti ad una pratica motoria semplice, ma efficace dal punto di vista della prevenzione salutistica. In questo modo si preserva e potenzia la propria salute e nel contempo si possono apprezzare le bellezze culturali e naturali delle nostre città».
Da questi presupposti nasce anche Cities Changing Diabetes, un ambizioso programma volto a far fronte alla sfida che il diabete pone nei grandi centri abitati. Partito da Città del Messico nel 2014, dopo aver toccato Copenaghen, Houston, Shanghai, Tianjin, Vancouver e Johannesburg, è approdato a Roma con l’obiettivo di studiare il legame fra diabete e città e promuovere iniziative per salvaguardare la salute e prevenire la malattia. 
"L’obiettivo del programma - precisa Andrea Lenzi, coordinatore del progetto in Italia - è quello di creare un movimento unitario in grado di stimolare, a livello internazionale e nazionale, i decisori politici a considerare prioritario l’urban diabetes, fenomeno che vede le città protagoniste del crescente aumento del numero di persone con diabete e in prima linea nella lotta alla malattia».
All’interno del programma Cities Changing Diabetes per Roma è stato realizzato il Passaporto "Roma Città per il Cammino e della Salute", che prevede 22 percorsi urbani validati per camminare nella capitale per un totale di circa 150 km, che verranno portati a 250 km per un totale di 50 percorsi complessivi.



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