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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
05/06/2017, 18:24

fumo, gestione percorso, strategie di supporto, dipendenza, modificazioni epigenetiche,



Paura-di-ricadute-e-senso-di-abbandono-i-maggiori-ostacoli-alla-cessazione-dal-fumo


 Per guarire dalla dipendenza dal fumo è necessaria non solo una stretta alleanza terapeutica, ma anche la formazione di un paziente esperto nella gestione del suo percorso.



Per guarire dalla dipendenza dal fumo è necessaria non solo una stretta alleanza terapeutica, ma anche la formazione di un paziente esperto nella gestione del suo percorso. I pazienti che affrontano un percorso di cessazione hanno bisogno di politiche, strutture e strategie di supporto, tanto che solo l’1% smette senza alcun aiuto, con grande fatica e alto rischio di ricadute.
Il fumo uccide una persona ogni 6 secondi, per un totale di oltre 80 mila decessi l’anno, di cui il 25% d’età compresa tra i 35 e i 65 anni. Eppure a questi dati viene data minore rilevanza e dignità di quelli che riguardano per esempio i decessi per incidente stradale (circa 3500 l’anno) o la meningite che ha causato 629 morti in tutto tra il 2013 e il2016. 
Secondo il Ministero della Salute nel nostro paese il fumo è la prima causa di mortalità e morbilità evitabile con un costo che si aggira intorno all’8% della spesa sanitaria totale, con costi ospedalieri di oltre 500 euro l’anno per ciascuno degli oltre 11 milioni di tabagisti. Un numero da abbattere di almeno il 10% entro il 2018, come stabilito dal Piano nazionale della prevenzione 2014-2018.
La dipendenza da tabacco è riconosciuta come malattia e condivide con le altre dipendenze gli stessi meccanismi neurochimici di base. La nicotina è il più importante componente che può determinare dipendenza dal tabacco, perché causa a livello biomolecolare una serie di alterazioni che portano il fumatore ad una crescita progressiva e inarrestabile delle sigarette fumate aumentando il numero dei recettori nicotinici, alterando i meccanismi di autoregolazione della volontà, modificando funzioni cellulari e percezione del piacere.
Occorre poi abbattere lo stigma sociale che vede il fumatore "causa del suo male" e responsabile delle proprie disgrazie. Fumare è una scelta sottovalutata quando da giovanissimi si accende la prima sigaretta e le maglie della dipendenza si chiudono strette intorno al fumatore. Particolarmente a rischio è l’esposizione fetale alla nicotina e la trasmissione tra generazioni delle modificazioni epigenetiche che ne conseguono. Sebbene la maggior parte dei fumatori voglia smettere, i tentativi sono spesso destinati a scarso successo se non sono pianificati e messi in atto all’interno di strategie integrate. Smettere di fumare senza un’assistenza professionale adeguata non è semplice per vari motivi: il fumo è una vera e propria dipendenza comportamentale, con una vulnerabilità neurobiologica in termini di sensibilità e "ricompensa" colinergica in alcune aree cerebrali. 


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