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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
26/05/2017, 12:22

Dieta chetogenica, perdere peso, dimagrire, dimagrimento, prova costume, malattie metaboliche, insulino resistenza, diabete, terapia metabolica,



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 Arriva l’estate e con essa le diete chetogeniche, spesso utilizzate da chi deve perdere peso velocemente magari in vista della prova costume...



Arriva l’estate e con essa le diete chetogeniche, spesso utilizzate da chi deve perdere peso velocemente magari in vista della prova costume. Nonostante il rischio di effetti collaterali associati a chetosi, dovuta alla produzione di energia a partire dai grassi anziché dagli zuccheri, esistono diversi studi che suggeriscono come la rapida perdita di peso indotta da queste diete rappresenti un valido strumento terapeutico per le persone con malattie metaboliche associate ad insulino-resistenza quali obesità, diabete di tipo 2, steatosi epatica non alcolica e sindrome dell’ovaio policistico.
«Le diete chetogeniche - spiega Nadia Cerutti, responsabile della SS Dietologia e Nutrizione clinica, ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano - sono diete ipocaloriche con apporto energetico inferiore a 800 kcal/giorno e un introito giornaliero di carboidrati inferiore a 50 g. È proprio la carenza di glucosio, in questo caso, a indurre chetosi, ossia la produzione di corpi chetonici a partire dai grassi presenti nei tessuti che vengono utilizzati a scopo energetico. I corpi chetonici agiscono sul sistema nervoso centrale sia aumentando il senso di sazietà, grazie alla riduzione dei livelli dell’ormone grelina che stimola l’appetito, sia del miglioramento dell’umore. Entrambe le condizioni associate alla rapida perdita di peso favoriscono l’aderenza dei pazienti alla dieta. Infatti, se la dieta mediterranea rimane la dieta d’elezione proteggendoci dalla sindrome metabolica, il suo elevato contenuto di carboidrati può non consentire ad alcune persone di ottenere un rapido e adeguato dimagrimento necessario per ridurre i rischi per la salute associata a diverse malattie metaboliche oltre che per motivare il paziente».
«Le diete chetogeniche - aggiunge la diabetologa Olga Disoteo del SSD Diabetologia, ASST Grande ospedale metropolitano Niguarda di Milano - possono essere considerate a tutti gli effetti delle "terapie metaboliche". A giovarsene sono pazienti con ipertensione arteriosa, diabete di tipo 2 all’esordio, dislipidemie, sindrome metabolica, osteopatie o artropatie severe, obesità complicata con e senza indicazione alla chirurgia bariatrica, ma è indispensabile garantire uno stretto monitoraggio clinico per ridurre i potenziali effetti collaterali. Il rapido calo di peso nelle persone obese o sovrappeso con insulino-resistenza si associa a riduzione dei livelli di acidi grassi nel sangue, insulina e glicemia a digiuno. Nelle persone con diabete di tipo 2 all’esordio, invece, il miglioramento della funzione delle beta-cellule secernenti insulina e la riduzione dell’insulino-resistenza con miglioramento del compenso glicemico». 
«Va ricordato - avverte Davide Brancato, endocrinologo del Centro di riferimento regionale per la Diabetologia della Sicilia, Ospedale Civico di Partinico - che le diete chetogeniche presentano anche un elevato apporto lipidico, superiore al 60% dell’apporto calorico giornaliero, con aumento del colesterolo "cattivo" LDL responsabile dello sviluppo di aterosclerosi. Se per brevi periodi (meno di 4 settimane), le diete chetogeniche possono essere molto utili nelle persone con obesità e diabete di tipo 2, la mancanza di studi a lungo termine su un numero sufficiente di pazienti non consente di escludere che tali diete possano addirittura favorire nel lungo periodo proprio le complicanze associate al diabete, quali infarto cardiaco, ictus, arteriopatia agli arti inferiori, che invece dovrebbero essere contrastate da una dieta adeguata. Da questo punto di vista, invece, la dieta mediterranea si è ampiamente dimostrata efficace nel migliorare i parametri metabolici e nella riduzione del rischio cardiovascolare».



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