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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
19/05/2017, 13:07

sale iodato, iodoprofilassi, gozzo endemico, bambini, prevenzione gozzo endemico, tiroide, umore, depressione, endocrinologia



Iodoprofilassi,-sconfitto-il-gozzo-endemico-nei-bambini-in-cinque-regioni-italiane


 È in aumento la preferenza viene data al sale iodato secondo i dati dell’Osservatorio nazionale per il monitoraggio della iodoprofilassi...



Se il consumo di sale tra gli italiani è in aumento, quasi il doppio rispetto alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la preferenza viene data al sale iodato secondo i dati dell’Osservatorio nazionale per il monitoraggio della iodoprofilassi in Italia (Osnami) dell’Istituto superiore di sanità (Iss).
«A 12 anni dall’approvazione della legge 55/2005, che ha introdotto il programma nazionale di iodoprofilassi - spiega Antonella Olivieri, responsabile scientifico Osnami - lo stato nutrizionale iodico degli italiani è sicuramente migliorato. I dati dimostrano che la percentuale di sale iodato venduto nella grande distribuzione nel 2016 ha superato il 60% rispetto al 30% registrato prima dell’approvazione della legge. Un dato incoraggiante ma pur sempre sotto la soglia del 80-85% indicata dall’Oms per un programma di iodoprofilassi di successo». 
Anche i dati di ioduria in età scolare, ovvero la concentrazione di iodio nelle urine, raccolti in collaborazione con gli Osservatori regionali per la prevenzione del gozzo sono coerenti con questo miglioramento. Le indagini condotte su 2500 bambini tra il 2015 e il 2016 in Liguria, Toscana, Marche, Lazio e Sicilia hanno mostrato valori di ioduria che indicano un adeguato apporto di iodio in tutte e 5 le regioni. «Ma il risultato più importante - sottolinea Olivieri - è l’aver accertato che in queste 5 regioni per la prima volta il gozzo in età scolare non è più una patologia endemica ed è quindi stato praticamente sconfitto. Dati che inducono ad insistere con il programma di iodoprofilassi per estendere l’adeguato apporto di iodio a tutte le regioni italiane riducendo così il rischio di patologie tiroidee e di deficit neurocognitivi».
«Non dimentichiamo che tra le molteplici funzioni degli ormoni tiroidei a livello cerebrale rientra il controllo del tono dell’umore» avverte Rinaldo Guglielmi, past-president dell’Associazione medici endocrinologi (Ame). «Quando la tiroide non funziona correttamente in molti pazienti è presente un’alterazione del comportamento e del tono dell’umore; tanto maggiore è la disfunzione della ghiandola tanto più visibile sarà la sua influenza, fino ad arrivare a quadri clinici tipici della depressione. Nel caso di cambiamenti frequenti dell’umore, senza evidenti cause psichiche, può essere d’aiuto controllare la funzione tiroidea mediante il semplice dosaggio dell’ormone tireostimolante (TSH). In questi casi è possibile ristabilire un tono dell’umore normale e coerente con il carattere della persona con tireostatici nel caso dell’ipertiroidismo e con TSH nell’ipotiroidismo».
«Le patologie endocrine sono tra le più frequenti malattie croniche nell’anziano» precisa Fabio Monzani, della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg). «In particolare l’ipotiroidismo lieve o subclinico può colpire il 15-20% delle donne ultrasettantenni. Negli over 80 va sempre verificato in quali casi il beneficio della terapia sostitutiva con levotiroxina superi i potenziali rischi. Le principali linee guida consigliano il trattamento dell’ipotiroidismo lieve in questa fascia di popolazione solo in caso di malattia tiroidea con evidenti sintomi, ulteriori fattori di rischio cardiovascolare o livelli di TSH molto alti.


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