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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
12/05/2017, 12:47

salute, alimentazione, dieta mediterranea, stile di vita, bambini, gravidanza



Alimentazione,-italiani-sempre-più-lontani-da-dieta-e-stile-di-vita-mediterranei


 Sembrano allontanarsi gli italiani dalle buone e tradizionali abitudini alimentari che appartengono alla storia della nostra tavola e che hanno protetto la nostra salute per secoli.



Sembrano allontanarsi gli italiani dalle buone e tradizionali abitudini alimentari che appartengono alla storia della nostra tavola e che hanno protetto la nostra salute per secoli. Pur in un’epoca di sentito salutismo, pare risultino carenti in diverse componenti fondamentali per un corretto apporto alimentare e di conseguenza per un’efficace protezione della salute. A sostenerlo sono i dati del Centro studi investimenti sociali risultati (Censis) dopo aver elaborato i risultati del Test della Piramide raccolti dalla rivista "Curare la Salute". Si tratta di un test rapido, ma completo e validato, per la valutazione dei consumi alimentari giornalieri e settimanali che è stato compilato da oltre 27 mila utenti attraverso l’accesso online. Il quadro delle abitudini alimentari degli italiani che ne emerge conferma la crescente tendenza della popolazione a consumare frutta, verdura e pesce, legumi, addirittura pasta in quantità limitate. Soltanto l’olio, alimento tipico del Mediterraneo, mantiene stabilmente il suo consumo. «È un segno del paradosso alimentare di questi tempi» avverte il farmacologo Michele Carruba, direttore del Centro studi e ricerche sull’obesità dell’Università di Milano. «L’abbondanza dei cibi, oltre al cambiamento dello stile di vita e delle abitudini alimentari, hanno portato a un impoverimento nella qualità dei consumi e all’abbandono di quegli alimenti più semplici, ma a livello nutrizionale più nobili che appartengono da sempre alla nostra cultura alimentare mediterranea».Più colpite da questo paradosso alimentare sono le popolazioni esposte a rischi carenziali: bambini, donne in gravidanza, anziani, ma anche tutte le persone impegnate in attività fisiche e psichiche stressanti. Il pesce, per esempio, è quasi sconosciuto nell’alimentazione del bambino, quando «dovrebbe essere parte abituale della dieta, almeno 2 volte la settimana, anche prima dei 3 anni di vita», raccomanda Marcello Giovannini, professore emerito di Pediatria ed esperto di nutrizione pediatrica. Lo stesso vale per la donna in gravidanza, come sostiene il ginecologo Fabio Parazzini della I Clinica ostetrica dell’Università di Milano, che «durante la gestazione non dovrebbe abbandonare legumi, pasta e cereali, assumere adeguate quantità di acqua ed integrare la dieta con acido folico, vitamine e minerali».Insomma, anche se il nostro paese è considerato la culla della dieta mediterranea, va sempre considerato il rischio di sviluppare carenze alimentari di una certa rilevanza, soprattutto in periodi di maggiore necessità nutrizionale dovuta a stress, impegni lavorativi e di studio, epoche della vita particolari quali infanzia, gravidanza, maturità e terza età. Spesso, infatti, le persone hanno un’errata percezione dei propri consumi alimentari sia in termini di qualità sia di quantità, come ha confermato l’indagine del Censis attraverso il Test della Piramide alimentare.


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