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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
28/04/2017, 12:48

pressione arteriosa, salute, malattie cardiovascolari,



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 Abbassare i livelli di pressione arteriosa sistolica sotto 120 mmHg con i farmaci aumenterebbe il rischio di eventi cardiovascolari, esclusi infarto e ictus.



Abbassare i livelli di pressione arteriosa sistolica sotto 120 mmHg con i farmaci aumenterebbe il rischio di eventi cardiovascolari, esclusi infarto e ictus. A sostenerlo è uno studio di Michael Böhm, dell’Universität des Saarlandes di Amburgo, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet. Un fenomeno, peraltro, già osservato dai clinici anche per valori di pressione diastolica inferiori a 70 mmHg.I ricercatori hanno analizzato i dati provenienti dagli studi ONTARGET e TRANSCEND su quasi 40 mila pazienti di almeno 55 anni ad alto rischio cardiovascolare raccolti in 40 paesi diversi, rilevando che una pressione sistolica basale uguale o superiore a 140 mmHg era associata a una maggiore incidenza di esiti cardiovascolari rispetto a una pressione arteriosa sistolica compresa tra 120 e 140 mmHg, e che una pressione diastolica basale inferiore a 70 mmHg era correlata a un maggiore rischio di esiti rispetto a una pressione diastolica uguale o superiore a 70 mmHg. Anche i pazienti con una pressione sistolica inferiore a 120 mmHg in seguito alla terapia farmacologica hanno presentato, rispetto ai pazienti con una pressione sistolica tra 120 e 140 mmHg, un aumento di esito cardiovascolare composito, morte cardiovascolare e mortalità per qualsiasi causa, ma non un’associazione significativa con infarto miocardico, ictus o ricovero per insufficienza cardiaca. I risultati hanno anche mostrato che una pressione diastolica media inferiore a 70 mmHg durante il trattamento è associata a un rischio maggiore, rispetto a una pressione diastolica compresa tra 70 e 80 mmHg, di esito primario composito, infarto miocardico, ricovero per insufficienza cardiaca e mortalità da tutte le cause. Secondo i ricercatori tali risultati suggeriscono che potrebbe essere necessario diminuire il dosaggio dei farmaci antipertensivi nei pazienti in terapia con livelli pressori molto ridotti al fine di evitare esiti cardiovascolari controproducenti.


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