SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
21/04/2017, 16:30

dieta, salute, malattie, cardiovascolari, cuore,



Sono-10-i-fattori-dietetici-principali-correlati-a-decessi-per-malattie-cardiometaboliche


 Sono 10 i fattori dietetici correlati alla mortalità da diabete di tipo 2, ictus e malattie cardiache negli Stati Uniti...



Sono 10 i fattori dietetici correlati alla mortalità da diabete di tipo 2, ictus e malattie cardiache negli Stati Uniti. A sostenerlo è uno studio, appenapubblicato su Jama, di Renata Micha della Tufts Friedman School of Nutrition Science and Policy di Boston, in Massachusetts, secondo cui comprendere il rapporto tra i singoli componenti della dieta e le malattie cardiometaboliche è fondamentale per individuare le priorità, orientare la pianificazione della salute pubblica e individuare strategie efficaci per modificare le abitudini alimentari e migliorare la salute. I ricercatori hanno così compilato una lista di 10 fattori dietetici, valutandone i livelli di consumo e il rischio relativo di esiti correlati delle malattie cardiometaboliche. Nel periodo 2009-2012, un elevato apporto di sodio ha dato il più grande contributo dietetico per la mortalità del tipo considerato, pari a circa il 9,5% dei decessi, mentre il basso consumo di noci e semi era al secondo posto nella lista con l’8,5% dei decessi. Le carni processate sono state collegate all’8,2% dei decessi, un basso consumo di pesce e grassi omega-3 al 7,8%, uno scarso consumo di verdure al 7,6%, un basso consumo di frutti al 7,5% e un alto consumo di bevande zuccherate al 7,4%. Dal 2002 al 2012 la mortalità legata al consumo di alimenti è tuttavia migliorata, con un calo del 26,5% dei decessi da patologie cardiometaboliche associati alla nutrizione; nel periodo considerato infatti è aumentato il consumo di grassi polinsaturi insieme a quello di noci e semi e di carne rossa non processata, mentre è calata l’assunzione di bevande zuccherate. I risultati hanno rilevato anche differenze di genere: gli uomini mostrano una mortalità cardiometabolica associata a fattori dietetici leggermente più elevata, con differenze anche tra diverse etnie (mortalità legata all’alimentazione più alta per tutti i fattori tra le popolazioni nere e ispaniche). 


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