SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
21/04/2017, 14:39

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 Condannata, dal Tribunale di Milano, la Clinica Mangiagalli ad eseguire la diagnosi genetica preimpianto (PGD) o a sostenerne le spese per...



Condannata, dal Tribunale di Milano, la Clinica Mangiagalli ad eseguire la diagnosi genetica preimpianto (PGD) o a sostenerne le spese per farla eseguire da altre strutture abilitate anche per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche e cromosomiche che hanno il diritto di accedere alla fecondazione assistita. Stessa sorte è toccata alla Regione Lombardia, che si era costituita a sostegno della clinica stessa.«La PGD in caso di malattie gravi - spiega l’avvocato Gianni Baldini, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni nonché legale della coppia protagonista del "caso Mangiagalli" - rappresenta una prestazione essenziale di assistenza. In altri termini, in linea con la sent. 96/15 della Corte Cost., esiste un criterio omogeneo di gravità della patologia, dell’embrione come del feto, in forza del quale a tutela della salute della donna sussiste la pretesa ad effettuare la diagnosi genetica sull’embrione prima, per evitare un aborto terapeutico del feto dopo. Concedere alla donna una tale possibilità non può rientrare nella discrezionalità dell’azienda sanitaria, essendo parte del diritto soggettivo alla procreazione cosciente e responsabile per il quale non può sussistere differenza tra riproduzione naturale o medicalmente assista». Negare l’analisi genetica in passato ha significato imporre aborti, malattie o rinunce al concepimento di nuove vite. «La decisione conferma quanto già stabilito dalla decisione del tribunale di Cagliari del 2012 - sottolinea Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni - e cioè che se una struttura è autorizzata ad eseguire tecniche di procreazione medicalmente assistita, non può non fornire le informazioni sullo stato di salute dell’embrione prima del trasferimento in utero). In assenza di struttura adeguata, l’azienda ospedaliera stipulerà convenzioni esterne come avviene per le altre specialistiche. Spiace tuttavia rilevare che il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha escluso la diagnosi preimpianto e le indagini genetiche dall’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Nuovamente assistiamo a discriminazioni nell’accesso alle indagini diagnostiche. Equità nell’accesso alle cure significa avere un servizio sanitario nazionale (SSN) che non discrimini in base alle patologie. Le coppie che non hanno la possibilità economiche per accedere alla PGD dovranno rinunciare o seguire il difficile percorso di un’interruzione di gravidanza.Per questo, come già annunciato nei giorni scorsi, stiamo procedendo ad impugnare i Lea nella parte in cui non prevedono la PGD e i test genetici a carico delle prestazioni erogabili dal SSN».


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