SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
14/04/2017, 14:49

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 Sono in aumento in Italia i consumi di bevande alcoliche, soprattutto tra i giovanissimi.



Sono in aumento in Italia i consumi di bevande alcoliche, soprattutto tra i giovanissimi. A confermarlo sono i dati dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità (Iss) presentato in occasione dell’Alcohol Prevention Day. A consumare almeno una bevanda alcolica sono oltre 35 milioni di persone d’età superiore agli 11 anni con prevalenza maggiore degli uomini rispetto alle donne e un’evidente crescita dei consumi fuori pasto (dal 25,8% nel 2013 al 27,9% nel 2015) e dei consumatori occasionali (dal 38,6% nel 2014 al 42,3% nel 2015). A bere fuori pasto, secondo l’Iss, sono soprattutto le donne e i giovani, adolescenti e minori. In Italia il fenomeno del "binge drinking" ha coinvolto circa l’11 % dei consumatori e poco più del 3 % delle consumatrici con oltre 3 milioni e 700 mila binge drinker sopra gli 11 anni e valori massimi registrati tra gli adolescenti e i 18-24enni, fascia in cui 1 maschio su 5 e 1 femmina su 10 bevono sino all’intossicazione episodica ricorrente. Circa il 23% degli uomini e il 9% delle donne sopra gli 11 anni potrebbero essere ricondotti ad un consumo moderato anche con l’intervento dei medici che possono suggerire nuovi stili di vita. Dei circa 6 milioni di consumatori a rischio per le bevande alcoliche e dei 2 milioni e mezzo di consumatrici a maggior rischio che nel 2015 non si sono attenuti alle indicazioni di salute pubblica riguardo alle quantità da non superare nel consumo di bevande alcoliche, circa 710 mila seguono modalità di consumo che hanno già procurato un danno all’organismo o una dipendenza da alcol, avverte Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Iss. Si tratta di pazienti che si trovano in necessità di un trattamento che oggi è fornito a poco più di 72 mila alcolisti nei 499 servizi alcologici del Sistema sanitario. La sfida è intercettare il rischio prima che possa evolvere in danno e alcol-dipendenza.


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