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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
14/04/2017, 13:38

cheratosi attinica, rosacea, tumori cutanei,



Nuove-raccomandazioni-sul-trattamento-delle-cheratosi-attiniche-e-della-rosacea


 Sono in arrivo le nuove linee guida e raccomandazioni sulla gestione di cheratosi attinica e rosacea.



Sono in arrivo le nuove linee guida e raccomandazioni sulla gestione di cheratosi attinica e rosacea. «Le cheratosi attiniche - spiega Giuseppe Monfrecola, ordinario di Dermatologia dell’Università Federico II di Napoli - appartengono alla famiglia dei cosiddetti tumori cutanei non melanoma (NMSC) di cui in Italia è portatore 1 individuo su 4, con una prevalenza di 1 su 3 nella popolazione maschile. La pericolosità di questa forma tumorale sta nella possibile progressione di questa forma premaligna a forme tumorali invasive come i carcinomi squamocellulari o spinocellulari (spinaliomi)». «Vista la potenziale pericolosità di queste lesioni - avverte Piergiacomo Calzavara Pinton, ordinario di Dermatologia dell’Università di Brescia - è necessario trattarle. Tra le più innovative terapie a disposizione c’è la terapia fotodinamica in daylight (luce del sole), che consiste nell’applicazione di una sostanza (5-metil-aminolevulinato) in grado di attivarsi sotto una fonte luminosa provocando la morte delle cellule tumorali. 
La terapia fotodinamica convenzionale usa come fonte luminosa una lampada a raggi rossi, mentre quella daylight usa la luce solare. Con quest’ultima tecnica i vantaggi per il medico risultano in una notevole semplificazione del trattamento: tempi di trattamento ridotti, non sono necessarie attrezzature e personale specifici, si può trattare un’area cutanea più ampia durante la seduta con la possibilità di sottoporre alla cura più pazienti contemporaneamente. Per il paziente, invece, minor dolore, minori reazioni locali, una più rapida riparazione cutanea e soprattutto la possibilità di trattare più cheratosi in un’unica seduta con 2 ore di esposizione al sole». «Quest’anno - sottolinea Aurora Parodi, direttore della Clinica dermatologica universitaria dell’Ospedale San Martino di Genova - verrà presentata una revisione del documento per la gestione della rosacea, una malattia caratterizzata dalla presenza di lesioni ed alterazioni vascolari di aree del viso dovuta a fenomeni infiammatori riconducibili a una risposta immunitaria alterata nei confronti di diversi stimoli e fattori microbici locali, in particolare l’acaroDemodex. Tra le novità riguardanti la gestione della rosacea c’è un nuovo sistema di classificazione e un nuovo approccio che permette di focalizzarsi maggiormente sulle problematiche del singolo paziente e sugli aspetti della malattia più invalidanti e consente di ottimizzare i trattamenti delle manifestazioni cliniche». «L’impatto di questa malattia sulla qualità della vita del paziente si riflette anche sulle soluzioni terapeutiche per la sua gestione» aggiunge Giuseppe Monfrecola. «La terapia ha diverse finalità: eliminare o ridurre il numero e la gravità delle lesioni e delle recidive, e soddisfare il paziente migliorandone la qualità di vita. Tra le novità per la gestione della rosacea c’è l’introduzione di ivermectina (crema 1%) quale farmaco di prima linea ad azione antinfiammatoria e antiparassitaria per il trattamento della rosacea da lieve/moderata a severa. Gli studi clinici hanno evidenziato la superiorità di ivermectina rispetto al metronidazolo, farmaco topico per cura della rosacea con papule e pustole in forma lieve, relativamente al miglioramento nella qualità di vita del paziente: l’82,5% dei soggetti trattati con ivermectina presentava assenza totale o quasi di lesioni rispetto al 63% dei pazienti trattati con metronidazolo».


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