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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
07/04/2017, 18:01

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Secondo-uno-studio-americano-possibile-sconfiggere-epatiti-virali-B-e-C-entro-il-2030


 Entro il 2030 l’epatite B e C potrebbero non costituire più un problema di salute pubblica negli Stati Uniti...



Entro il 2030 l’epatite B e C potrebbero non costituire più un problema di salute pubblica negli Stati Uniti. A sostenerlo è uno studio delle National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine coordinato da Brian Strom della Rutgers University di Newark, in New Jersey. Secondo i ricercatori, grazie agli attuali approcci per ridurre la mortalità da epatite B e C nei prossimi 15 anni morbilità e mortalità da epatiti virali potrebbe essere ridotta in modo consistente evitando quasi 90 mila decessi. Attraverso la vaccinazione antiepatite B e il trattamento dell’epatite C con i nuovi antivirali, entro il 2030 non solo il numero di morti per epatite B potrebbe dimezzarsi, ma si potrebbe diagnosticare e curare il 90% dei pazienti con epatite cronica B. 
Trattare le persone affette da epatite C cronica ridurrebbe le nuove infezioni di circa il 90% entro il 2030, e farebbe calare del 65% i decessi per epatite C, evitando circa 29 mila morti nei prossimi 15 anni. In Italia sono almeno 300 mila i portatori cronici di epatite C, e solo negli ultimi 2 anni 63 mila pazienti con cirrosi o precirrosi sono stati curati con i nuovi antivirali. 
Purtroppo «pur essendo la settima causa di morte nel mondo e uccidendo ogni anno più persone dell’HIV, degli incidenti stradali o del diabete, i fondi stanziati per l’epatite virale sono meno dell’1% del bilancio per la ricerca dei NIH (equivalente al nostro Sistema sanitario nazionale, NdR)» afferma Strom. «Eliminare l’infezione è possibile in quanto non esistono riserve nel mondo animale, il virus non si amplifica nell’ambiente, la diagnosi richiede esami semplici e affidabili e la malattia è guaribile in modo definitivo. Nonostante questo l’accesso a diagnosi e trattamenti resta scarso o nullo in molte regioni del mondo».



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