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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
31/03/2017, 12:06

rischio cardiaco, farmaci, fans, antinfiammatori,



Studio-danese-mette-in-guardia-sull’impiego-troppo-“disinvolto”-di-diclofenac-e-Fans-


 Sembrerebbe associarsi ad un aumento del rischio di arresto cardiaco l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) in dosaggi finora considerati sicuri.



Sembrerebbe associarsi ad un aumento del rischio di arresto cardiaco l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) in dosaggi finora considerati sicuri. A lanciare l’allarme è uno studio appena pubblicato sull’European Heart Journal-Cardiovascular Pharmacotherapy che, secondo il cardiologo Gunnar Gislason dell’ospedale universitario Gentofte di Copenhagen, impone di rivederne le modalità di commercializzazione, in quanto permettere che questi farmaci siano acquistati senza ricetta e senza alcun consiglio medico né limitazioni al loro impiego trasmette al pubblico un messaggio di falsa sicurezza.
Per arrivare a tali conclusioni i ricercatori danesi hanno esaminato i dati di quasi 29 mila pazienti con arresto cardiaco extraospedaliero tra il 2001 e il 2010 inseriti nell’apposito registro nazionale, insieme alle ricette per Fans presentate nelle farmacie danesi a partire dal 1995, comprendendo sia molecole non selettive (diclofenac, naprossene, ibuprofene) sia inibitori selettivi della COX-2 (rofecoxib, celecoxib, valdecoxib, parecoxib). L’uso di Fans è risultato essere associato ad un aumento del 31% del rischio di arresto cardiaco. Stessa percentuale è associata ad ibuprofene, unico Fans da banco venduto in Danimarca alla dose di 200 mg, mentre per diclofenac l’aumento di rischio relativo sarebbe del 50%. L’uso invece di naprossene, celecoxib e rofecoxib non è risultato associato ad arresto cardiaco, probabilmente a causa del basso numero di eventi.
«I Fans non sono innocui - avverte Gislason - e dovrebbero essere usati con cautela e per un’indicazione valida, da evitare nei pazienti con malattie cardiovascolari o con molti fattori di rischio cardiovascolare. Anche le formulazioni non soggette a prescrizione dovrebbero essere disponibili in farmacia, in quantità limitate e in bassi dosaggi». Quanto alle diverse molecole, aggiunge il cardiologo danese, non bisogna assumere più di 1200 mg di ibuprofene al giorno, naprossene è probabilmente il Fans più sicuro che si può assumere fino a 500 mg al giorno, mentre diclofenac è quello più rischioso da evitare nei pazienti con malattie cardiovascolari e dalla popolazione generale. Sono disponibili farmaci più sicuri con effetti antidolorifici simili, per cui non c’è ragione di usare il diclofenac. 
«Nel registro danese sull’arresto cardiaco extraospedaliero è stato documentato che il trattamento a breve termine con Fans non selettivi, in particolare ibuprofene e diclofenac, si associa ad un aumento del rischio di arresto cardiaco» spiega Andrea Di Lenarda, presidente dell’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco). «La mancata associazione tra l’arresto cardiaco e l’uso di inibitori selettivi della COX-2 (rofecoxib e celecoxib), né con il Fans non-selettivo naprossene potrebbe essere spiegato dal basso numero di eventi registrati con questi farmaci. Le cause di questi effetti negativi a livello cardiovascolare sono riconducibili all’inibizione della ciclossigenasi (COX) a livello vascolare, che riduce la produzione di prostacicline circolanti in grado di prevenire l’aggregazione piastrinica (trombosi) e la vasocostrizione. A livello cardiaco la riduzione della produzione di prostacicline può determinare fibrosi miocardica e aritmie. Questo il probabile meccanismo legato all’aumentato rischio di arresto cardiaco inseriti nel registro danese. Tali risultati supportano ancora una volta l’evidenza di un profilo di rischio cardiovascolare sfavorevole associato all’uso di Fans non-selettivi e sottolineano la necessità di un attento bilancio di rischi e benefici prima di prescrivere Fans».



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