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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
24/03/2017, 13:38

donna, malattia, cronica, salute,



Dolore-cronico,-sono-le-donne-ad-essere-più-colpite-degli-uomini-fin-dall’età-più-precoce


 Sono le donne a soffrire di dolore cronico più frequentemente degli uomini, per periodi più lunghi e con maggiore intensità.



Una predisposizione cui non sempre corrisponde un’attenzione adeguata da parte di medici e opinione pubblica. Inoltre, diversa è anche la risposta ai farmaci, non soltanto in termini di efficacia ma anche di potenziali effetti collaterali ai quali le donne sarebbero più esposte. Per questo è fondamentale identificare le terapie analgesiche meglio tollerate dall’organismo femminile, che possano essere impiegate con sicurezza nell’arco della vita. 
A lanciare l’allarme è la campagna di sensibilizzazione sul dolore NienteMale, a un mese esatto dalla 2a Giornata nazionale della Salute della Donna, indetta dalMinistro Lorenzin per il prossimo 22 aprile, con l’obiettivo di evidenziare le problematiche di salute femminili e le specificità di genere. 
Secondo un’indagine su oltre 85 mila adulti in 17 paesi di tutto il mondo emerge come sintomatologia dolorosa cronica di qualsiasi tipo affligga il 45% delle donne, rispetto al 31,4% degli uomini, associandosi nell’8% dei casi a depressione. 
In un altro studio su 11 mila persone i ricercatori della Standford University hanno evidenziato che, in situazioni cliniche simili, le donne soffrirebbero il 20% in più dei maschi. Ma quali sono le sindromi algiche più diffuse nel gentil sesso? 
Tra quelle specifiche, la dismenorrea (fino al 90% delle adolescenti e oltre il 50% delle donne adulte) e il dolore pelvico cronico. Tra le più frequenti, rispetto al sesso maschile, l’emicrania, (3 volte più ricorrente), la cefalea tensiva cronica (4 volte di più), l’artrosi (3 volte di più in menopausa), la fibromialgia (6volte più diffusa), i dolori muscolo-scheletrici come la lombalgia (35-59% dei casi contro il 23-49% degli uomini). All’origine di questa maggiore vulnerabilità vi sono differenze genetiche, ormonali e anatomiche, ma anche fattori psico-sociali. 
«Le donne hanno più sindromi dolorose e più malattie che causano loro sofferenza» spiega Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia all’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano e presidente della Fondazione Graziottin per la cura del dolore nella donna Onlus. «Sembra inoltre che riconoscano il problema dolore più precocemente, per una sorta di meccanismo auto protettivo. Ciononostante, ricevono molta meno attenzione diagnostica e terapeutica, ritrovandosi così costrette a soffrire di più e più a lungo con l’avanzare dell’età. 
Dopo la pubertà, malattie infiammatorie e autoimmuni raddoppiano o addirittura triplicano nel sesso femminile, per effetto degli ormoni sessuali sulle cellule che regolano le difese immunitarie; in particolare, la fluttuazione degli estrogeni, nel corso del ciclo mestruale, stimola la liberazione di sostanze infiammatorie nei tessuti con aumento dell’infiammazione e del dolore ad essa correlato. Quanto più la sofferenza persiste, tanto più aumentano i cambiamenti nel Sistema Nervoso Centrale, per cui il dolore si fa sempre più autonomo rispetto all’infiammazione e diventa malattia in sé».


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