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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
17/03/2017, 12:01

raggi UVA, protezione solare, pelle, salute, estate,



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 Alcuni degli schermi solari ad ampio spettro più popolari in vendita negli Stati Uniti non soddisferebbero le più restrittive norme europee sulla protezione dai raggi UVA.



Alcuni degli schermi solari ad ampio spettro più popolari in vendita negli Stati Uniti non soddisferebbero le più restrittive norme europee sulla protezione dai raggi UVA. A lanciare l’allarme è uno studio pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology, secondo cui i prodotti solari statunitensi misurano il fattore di protezione solare (SPF) solo sulla base della protezione contro i raggi ultravioletti B (UVB), responsabili delle ben note scottature. 
Ma l’importanza di una protezione anti-UVA contro l’invecchiamento e il cancro della pelle sta diventando sempre più impellente, tanto da convincere la FDA ad introdurre nel 2011 la "lunghezza d’onda critica" quale misura della protezione contro gli UVA. Un criterio in ogni caso più permissivo rispetto al "fattore di protezione" europeo, che prende in considerazione UVA+UVB. 
Per questo il team di Steven Wang, del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, ha valutato i 20 prodotti più popolari negli Usa con protezione da 15 a 100 SPF con protezione UVA+UVB, sulla base dei criteri americani ed europei. Così 19 dei 20 prodotti hanno soddisfatto gli standard statunitensi e 11 quelli europei; tra questi, 9 avevano un SPF pari ad almeno 50. 
Secondo i ricercatori per raggiungere lo stesso livello di protezione dagli UVA la FDA dovrebbe innalzare il requisito della lunghezza d’onda critica. Inoltre, i produttori di schermi solari negli Stati Uniti hanno bisogno di accesso a nuovi filtri UVA e a nuove combinazioni di filtri, e di avere il permesso di inserire quantità maggiori di filtri UVA per produrre schermi solari dalla migliore protezione. 
Infatti, solo 17 filtri UV sono approvati per l’uso nei prodotti Usa, a conferma della severità dei criteri per l’approvazione adottati dalla FDA. 


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