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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

Progetto realizzato da MediaSalus Srl 

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
17/03/2017, 11:49

probiotici, disbiosi, salute intestinale, ipercolesterolemia,



L’uso-corretto-dei-prebiotici-protegge-microbiota-intestinale-e-metabolismo


 Sta incontrando sempre più ampie applicazioni in campo gastroenterologico l’impiego di probiotici, soprattutto in caso di alterazioni del microbiota intestinale (disbiosi).



Sta incontrando sempre più ampie applicazioni in campo gastroenterologico l’impiego di probiotici, soprattutto in caso di alterazioni del microbiota intestinale (disbiosi). Secondo Edoardo Felisi, docente al Master di 2° livello sui Nutraceutici presso il Dipartimento di scienze del farmaco dell’Università di Pavia, la disbiosi comporta l’alterazione del microbiota con conseguenti malattie gastrointestinali acute e croniche. Ultimamente anche diverse malattie e alterazioni sistemiche quali ipercolesterolemia, diabete e obesità sono state associate all’alterazione del microbiota intestinale.

Come correre ai ripari in questi casi?

Attraverso la correzione della dieta, l’eradicazione di eventuali ceppi patogeni, ma soprattutto con l’uso di probiotici. 
A tale scopo è stato studiato un ceppo specifico di Bifidobacterium longum che, come rivela Paolo Magni dell’Università di Milano, è un probiotico presente nell’intestino tenue in grado di svolgere una specifica attività idrolasica, scomponendo i sali biliari che legano le molecole di colesterolo al fine d’impedirne l’assorbimento intestinale. Somministrato ad un gruppo di pazienti con ipercolesterolemia moderata per 12 settimane in associazione con un estratto di riso rosso fermentato, si è potuto osservare una riduzione del 27% del colesterolo "cattivo" LDL dopo appena 12 settimane.
I probiotici dunque, come riconosce anche l’OMS, sono organismi vivi che somministrati in quantità adeguata apportano un beneficio alla salute dell’ospite. Per essere realmente utili devono, però, essere assunti in modo corretto, secondo dosaggi e periodi di trattamento stabiliti, in pazienti e soggetti ben caratterizzati dietro consiglio del proprio medico di fiducia o del farmacista.


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