SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

Numero di iscrizione al Registro Stampa 12/2015
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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

Progetto realizzato da MediaSalus Srl 

Via Che Guevara, 7/a - 41122 Modena - Tel. 059-8637125 - e-mail info@salutechefare.it - P.Iva 03535570364
 
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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
10/03/2017, 12:28

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 Cartellino giallo per la salute alle metropoli italiane secondo i dati elaborati dall’Istat e pubblicati in Urbes 2015, il rapporto sul benessere equo e sostenibile nelle città che offre una panoramica multidimensionale...



Cartellino giallo per la salute alle metropoli italiane secondo i dati elaborati dall’Istat e pubblicati in Urbes 2015, il rapporto sul benessere equo e sostenibile nelle città che offre una panoramica multidimensionale dello stato e delle tendenze del benessere nelle realtà urbane. Sotto la lente di ingrandimento sono 14 città metropolitane paragonate a 15 comuni di grandi dimensioni. Nonostante un trend in miglioramento rispetto al passato, in generale le città soprattutto metropolitane sono svantaggiate in termini di mortalità per tumori e demenze senili. Napoli per esempio, rispetto alla media nazionale che si ferma intorno a 9,1/10.000 abitanti, registra un tasso di mortalità per tumori di 10,9/10.000 abitanti, Cagliari 9,9 e Venezia 9,7. Anche Roma risulta sopra la media (9,6), mentre Milano è in linea con il resto d’Italia (9,1). La situazione negli altri comuni valutati nel rapporto è più rosea, attestandosi sotto la media nazionale. Per quanto riguarda la mortalità per demenze senili e malattie del sistema nervoso tra gli anziani hanno la peggio le città metropolitane del Nord, tutte molto al di sopra della media nazionale di 26,2/10.000 abitanti. Ma le metropoli non riservano solo brutte sorprese: in quelle del Nord si vive più a lungo. La speranza di vita alla nascita in Italia, ai primi posti tra i paesi europei, è di 84,6 anni per le donne e 79,8 anni per gli uomini. Valori di aspettativa di vita più elevati si riscontrano anche a Firenze, Bologna, Bari e Milano, con livelli superiori a 80 anni per gli uomini e a 85 per le donne, più bassi a Napoli, Palermo e Catania (sotto 79 anni per gli uomini e sotto 84 anni per le donne).L’indagine sulle 29 maggiori realtà urbane del paese ha evidenziato diseguaglianze molto forti tra le diverse realtà con una dicotomia tra Centro-Nord e Mezzogiorno che caratterizza non solo l’Italia, ma anche il contesto urbano. Una difformità questa, unita all’aumento della popolazione urbana che rappresenterà il 70% della popolazione globale e alla sua concentrazione in Italia, dove già il 37% della popolazione risiede nelle 14 città metropolitane, che rende evidente la necessità di sviluppare strumenti come FareRete Citylab, in grado di valutare tutte le variabili da considerare per stare meglio in città.«L’obiettivo principale di FareRete Citylab è quello di offrire e condividere con il decisore, attraverso una piattaforma interdisciplinare e la generazione di nuoveconoscenze relative al territorio di studio, elementi ed informazioni utili nella riduzione di costi e sprechi per poter prendere decisioni più consapevoli in merito alla salute e al benessere dei cittadini» spiega Lucio Corsaro, socio fondatore e membro del consiglio direttivo di FareRete.

La realizzazione del progetto prevede il coinvolgimento di molteplici attori: scienziati, responsabili politici, istituzioni sanitarie, rappresentanti della società civile e finanziatori. «L’aumento a livello globale dell’incidenza di malattie non trasmissibili, quali diabete e obesità, sono da attribuire ai maggiori livelli di inurbamento, evoluzione e innovazione tecnologica, causa di stili di vita più sedentari e diete non salutari, oltre che favorenti una maggiore aspettativa di vita e conseguentemente l’invecchiamento della popolazione» sostieneAndrea Lenzi,coordinatore dell’Health City Institute e presidente del Comitato nazionale per la bio sicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita della Presidenza del Consiglio dei ministri. La Città può rappresentare una grande opportunità, grazie all’integrazione tra servizi sanitari, servizi sociali, servizi culturali e ricreativi, contribuendo a garantire il futuro della sostenibilità dei sistemi sanitari nel mondo. Per questo l’Health City Institute ha promosso il manifesto "La salute nelle Città: bene comune", la cui approvazione verrà proposta al Parlamento europeo da parte della delegazione italiana del Comitato delle Regioni, che si propone di offrire alle istituzioni e alle amministrazioni locali spunti di riflessione per guidarle nello studio dei determinanti della salute nei propri contesti urbani e fare leva su di essi per mettere a punto strategie per migliorare gli stili di vita e la salute del cittadino. L’obiettivo è quello di rendere le città più "healthy", cioè consce dell’importanza della salute come bene collettivo e in grado di mettere in atto politiche chiare per tutelarla e migliorarla, in accordo con l’invito dell’OMS ai governi ad adoperarsi responsabilmente, attraverso programmi di educazione alla salute, a promuovere uno stile di vita sano e a garantire ai cittadini un alto livello di benessere.


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