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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
10/03/2017, 12:00

psoriasi genitale, rapporti sessuali, malattia, dermatologia, psoriasi,



Psoriasi,-una-malattia-che-mette-a-rischio-la-vita-sessuale-in-quasi-metà-dei-pazienti


 È costretto a dire addio alla vita sessuale il 75% dei soggetti con psoriasi genitale, l’80% dei quali riferisce un peggioramento dei sintomi dopo il rapporto e il 55% riporta una riduzione del desiderio a causa della malattia.



È costretto a dire addio alla vita sessuale il 75% dei soggetti con psoriasi genitale, l’80% dei quali riferisce un peggioramento dei sintomi dopo il rapporto e il 55% riporta una riduzione del desiderio a causa della malattia. Questo l’impatto della localizzazione genitale della psoriasi che emerge da un’indagine i cui risultati sono stati presentati all’Annual Meeting dell’AmericanAcademy of Dermatology di Orlando in Florida, al quale si aggiunge l’80% delle persone affette che vede compromessa la propria esperienza con il partner e un’uguale percentuale che riduce il numero dei rapporti proprio a causa di disagio, dolore, stress, vergogna.I rapporti provocano bruciore, peggioramento delle placche, dolore che dura per ore o giorni. Insomma, la soluzione per questi pazienti, colpiti da forme moderate e gravi di psoriasi, è quella di evitare i rapporti. La psoriasi infatti influenza negativamente non solo sulla qualità di vita e l’autostima, ma anche la vita di relazione e la sessualità: quando la malattia colpisce anche i genitali le conseguenze possono essere devastanti. Oltre alla quantità dei rapporti, l’indagine ha indagato anche la loro qualità in termini di soddisfazione: la presenza di placche a livello genitale provoca un cambiamento sostanziale nella vita sessuale del paziente, tanto che il 50% del campione ne sperimenta un peggioramento molto/abbastanza marcato.La localizzazione genitale della malattia produce effetti negativi anche sull’umore e sulle emozioni secondo il 90% dei pazienti, mentre il 70% limita le attività fisiche o quotidiane e il 60% rinuncia ad attività ricreative e sociali (45%). Eppure meno del 50% di loro parla con il medico di questo aspetto: la localizzazione infatti è legata ad un senso di pudore e vergogna. Una seconda indagine su pazienti affetti da psoriasi da alcuni anni ha fatto emergere i segni più fastidiosi e invalidanti: il 100% ha indicato prurito e disagio, seguiti da rossore e bruciore per il 95% di loro.«Servono farmaci efficaci anche per questa sede anatomica - avverte Steven Nisticò, professore associato di dermatologia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro - in grado di agire sulle interleuchine 17 (IL-17), come il nuovo anticorpo monoclonale ixekizumab che può rappresentare l’arma più efficace per la risoluzione totale o quasi totale delle placche. Dobbiamo pensare infatti alla gravità della psoriasi, definendola non solo come percentuale del corpo coinvolta, e quindi estensione della malattia, ma anche come impatto emotivo e psicologico sulla qualità di vita dei pazienti».


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