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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
24/02/2017, 17:49

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 Nei pazienti con sclerosi multipla recidivante remittente (SMRR), la somministrazione per 2 anni in cicli di breve durata di cladribina in compresse riduce in modo significativo la perdita di volume cerebrale



Nei pazienti con sclerosi multipla recidivante remittente (SMRR), la somministrazione per 2 anni in cicli di breve durata di cladribina in compresse riduce in modo significativo la perdita di volume cerebrale (VC) calcolato nell’arco di un anno, ovvero il grado di atrofia cerebrale valutato mediante risonanza magnetica (RM) rispetto al placebo. A dimostrarlo sono i risultati di un’analisi a posteriori, pubblicata sul Multiple Sclerosis Journal, dello studio di fase III CLARITY dal quale emerge la correlazione tra il nuovo farmaco e un minor rischio di progressione della disabilità entro 2 anni. 
«Un’analisi importante - sottolinea Nicola De Stefano, primo autore dello studio e docente di Neurologia dell’Università di Siena - perché conferma il legame tra ridotta atrofia cerebrale e ridotta progressione della disabilità».
È ora in corso una fase di estensione dello studio CLARITY di ulteriori 2 anni per confermare i dati a lungo termine di efficacia e sicurezza. Cladribina è attualmente in fase di valutazione del dossier registrativo e non è ancora autorizzata per alcuna indicazione in USA, Canada ed Europa. Nel luglio 2016, però, l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha accettato la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio per cladribina compresse per il trattamento della SMRR.


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