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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
24/02/2017, 16:46

fibroma uterino, ginecologia, donna, diagnosi, terapia,



Disponibile-anche-in-Italia-ulipristal-acetato,-la-pillola-per-curare-i-fibromi-uterini


 Approvato anche in Italia l’uso prolungato di ulipristal acetato 5 mg, unica terapia medica specifica per il trattamento a lungo termine del fibroma uterino...



Approvato anche in Italia l’uso prolungato di ulipristal acetato 5 mg, unica terapia medica specifica per il trattamento a lungo termine del fibroma uterino, una patologia ginecologica invalidante che colpisce fino al 40% delle donne in età fertile (24 milioni in Europa e 3 milioni solo in Italia) in grado di condizionare vita quotidiana e professionale, relazione di coppia e possibilità di avere figli. Il fibroma uterino è causa di emorragie abbondanti e forti dolori, sofferenza durante i rapporti sessuali e infertilità. Nonostante tutto, per 2 donne su 3 il fibroma resta ancora uno sconosciuto. 
Uno scenario destinato a cambiare dopo l’approvazione in Italia dell’utilizzo prolungato di ulipristal acetato 5 mg. Il farmaco, rimborsato dal SSN, costituisce un’alternativa all’attuale approccio terapeutico prevalentemente chirurgico, con benefici significativi per la salute e l’identità di ogni di donna e risparmio di risorse per il Servizio sanitario. 
«La localizzazione del fibroma è molto importante» afferma Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e sessuologia medica all’Ospedale Resnati di Milano. «Anche piccoli fibromi sottomucosi (al di sotto della mucosa uterina) possono provocare flussi abbondanti e prolungati, con perdita di ferro 5-6 volte più alta del normale e conseguente anemia, a sua volta associata a stanchezza, rischio di depressione 2 volte maggiore, perdita di desiderio sessuale, difficoltà nel concepimento. I fibromi sottosierosi (vicino alla parete esterna dell’utero) possono raggiungere anche dimensioni di 7-9 cm e premere sulla vescica, generando senso di peso sul bacino, minzioni più frequenti, ripetuti risvegli notturni per andare in bagno. Tutti segnali che, soprattutto in giovane età, devono allertare la donna e sollecitare un controllo ginecologico».
«Sette donne su 10 sono molto preoccupate per le ripercussioni che il fibroma può avere sulla possibilità di avere un figlio, sulla relazione di coppia e sulla sessualità» spiega Paola Parenti, vice president Doxa Pharma, commentando i risultati di un’indagine condotta su 1000 italiane tra i 30 e i 55 anni. Segue la preoccupazione per l’impatto della malattia sulla vita lavorativa (37%) e sociale (34%)». Convivere con sintomi emorragici interferisce anche nella vita di tutti i giorni: dalla scelta dell’abbigliamento all’uso di assorbenti ingombranti, dalle uscite ai viaggi, fino a rinunciare allo sport o ad assentarsi dal lavoro.
Una diagnosi precoce e una terapia "su misura della donna" sono fondamentali per ripristinare il benessere psicofisico, migliorare la qualità di vita pesantemente inficiata dai sintomi e, non ultimo, preservare la salute procreativa. Considerazione importante in un paese come l’Italia, dove le donne arrivano alla gravidanza più tardi, con la percentuale più alta al mondo (6%) di primi figli dopo i 40 anni.
«La regola generale dovrebbe essere di partire sempre dalla terapia medica come prima scelta di trattamento - sottolinea Graziottin - a vantaggio dell’efficacia del risultato clinico e a salvaguardia della fertilità. Esiste oggi una terapia medica specifica, unica al mondo, che offre alle donne la possibilità di tenere a bada il fibroma a lungo termine ed evitare, salvo particolari casi, l’intervento chirurgico soprattutto demolitivo (isterectomia). Ulipristal acetato, un modulatore selettivo del progesterone, ha dimostrato di essere molto rapido nel controllo del sanguinamento (in oltre il 90% delle donne, con un tempo medio di 5 giorni) e nella riduzione del volume del fibroma, con un alto profilo di sicurezza e tollerabilità. Il farmaco permette alla donna di avere un perfetto e persistente controllo sulla malattia, anche durante la sospensione della terapia».
«I vantaggi sono notevoli anche in termini economici - avverte Roberto Ravasio, economista sanitario di Health Publishing and Services - dal momento che i ricoveri per intervento chirurgico rappresentano la principale voce di spesa sanitaria, anche perché in media, per ciascuna paziente, è necessario più di un ricovero. Purtroppo la chirurgia rappresenta ancora l’approccio terapeutico dominante al Nord (73,6%), mentre risulta meno prevalente al Centro (36,8%) e ancor meno al Sud (16,7%), secondo quanto emerso da uno studio real life condotto su tre ASL distribuite sul territorio nazionale. 
«Le italiane vogliono sapere di più proprio sulle novità farmacologiche (57%) - precisa Parenti - un dato in linea con la diffusione della falsa credenza (71% delle donne) che il fibroma obblighi a un intervento chirurgico e che sia inevitabile l’asportazione dell’utero (60%). Un quadro più chiaro delle terapie a disposizione aiuterebbe le donne ad affrontare con più tranquillità il percorso di cura, facilitando anche il confronto con il ginecologo, che resta la fonte di informazione più accreditata (45%), seguita dal web (32%)».  
Alle donne che hanno bisogno di approfondire tali argomenti per vivere appieno la propria femminilità si rivolgono iniziative come la community on-line IT IS MY CHOICE e il portale informativo FIBROMACONNECT con approfondimenti e consulenza di esperti, ma anche storie di pazienti e consigli pratici.


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