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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
03/02/2017, 18:24

malattie autoimmuni, sistema immunitario, tiroidite autoimmune, salute,



Più-alto-per-chi-soffre-di-patologie-autoimmuni-il-rischio-di-sviluppare-altri-disturbi-del-sistema-immunitario


 Le malattie autoimmuni sono causate da errori del sistema immunitario, che aggredisce cellule di tessuti sani invece di attaccare virus, batteri e altri nemici che l’organismo può ospitare.



Le malattie autoimmuni sono causate da errori del sistema immunitario, che aggredisce cellule di tessuti sani invece di attaccare virus, batteri e altri nemici che l’organismo può ospitare. Possono colpire un solo organo o organi diversi anche nello stesso soggetto senza che la causa sia chiara. «Una delle malattie autoimmuni più comuni - spiega Michele Zini del Centro Malattie tiroidee dell’Irccs Arcispedale "S. Maria Nuova" di Reggio Emilia e membro dell’Associazione medici endocrinologi (AME) - è la tiroidite di Hashimoto, che si riflette con una sintomatologia che va dall’ipo all’ipertiroidismo o anche non avere necessariamente avere una sintomatologia evidente».
Un recente studio, pubblicato Autoimmunity Reviews, ha dimostrato come i pazienti con tiroidite autoimmune siano esposti al rischio di sviluppare nel tempo altre malattie autoimmuni in misura maggiore rispetto alle persone non colpite da tiroidite autoimmune. Le malattie autoimmuni sono state rilevate nel 19,5% dei pazienti con tiroidite autoimmune, e solo nel 3,9% dei controlli. Questo significa che alla tiroidite autoimmune è associato un rischio 5 volte maggiore di sviluppare una seconda patologia autoimmune oltre alla tiroidite come gastrite cronica autoimmune, vitiligine, artrite reumatoide, polimialgia reumatica, celiachia, diabete mellito di tipo 1, malattia di Sjögren, sclerosi multipla, lupus eritematoso sistemico, sarcoidosi.
Il problema può essere visto anche da una prospettiva diversa: arrivare alla diagnosi di tiroidite autoimmune partendo da altre patologie autoimmuni con importanti ricadute pratiche. 
Per esempio, tutti i pazienti con diabete mellito tipo 1 devono essere periodicamente testati per valutare la funzionalità tiroidea e la formazione di anticorpi antitiroidei, soprattutto i bambini diabetici. I pazienti con malattie reumatologiche autoimmuni dovrebbero essere periodicamente valutati per cogliere la presenza di una tiroidite autoimmune, così come i pazienti con le altre patologie autoimmuni più frequentemente associate alla tiroidite. Il riconoscimento di una tiroidite autoimmune è semplice: bastano due test di laboratorio (TSH con metodo reflex e anticorpi anti-tireoperossidasi), eventualmente confermati da un’ecografia tiroidea in caso di positività.
Nella pratica clinica, l’endocrinologo e il medico di famiglia terranno presente la possibilità che una seconda malattia autoimmune si manifesti nei pazienti con tiroidite autoimmune di Hashimoto, soprattutto in coloro che possono presentare una predisposizione.
Non esiste una manifestazione clinica comune a tutte le malattie autoimmuni: sintomi, disturbi e conseguenze cliniche delle malattie autoimmuni sono quelle specifiche di ogni singola patologia. Analogamente, non esiste un trattamento comune unico per tutte le patologie autoimmuni, ma ognuna viene trattata con farmaci e schemi specifici. Per molte malattie di questo gruppo si ricorre a farmaci immunosoppressori, ma i singoli farmaci, gli schemi, i tempi, le dosi e le associazioni sono stati studiati e validati singolarmente per ogni patologia. Analogamente, anche il decorso clinico di ogni malattia autoimmune è indipendente: in altre parole, non ci può aspettare che curando una malattie autoimmune anche le altre concomitanti migliorino.
In conclusione, spiega l’esperto, «è bene conoscere queste interazioni tra patologie autoimmuni senza che questo diventi fonte di ansia dal momento che possibilità di ammalarsi non significa necessariamente malattia».


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