SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
31/01/2017, 11:44

opinioni, servizio sanitario nazionale, ssn, italia, sanita,



Rapporto-Eurispes,-oltre-metà-degli-italiani-insoddisfatti-del-sistema-sanitario-nazionale


 Oltre metà degli italiani non è soddisfatta della sanità, una percentuale che al sud supera il 70%.



Oltre metà degli italiani non è soddisfatta della sanità, una percentuale che al sud supera il 70%. È questo uno dei dati emersi dal Rapporto Italia Eurispes 2017, secondo il quale il 54,3% sarebbe scontento contro il 45,6 dei soddisfatti. Dati in linea con il rapporto di 7 anni fa. Al Nord-Ovest prevale nettamente la soddisfazione (70,3%), che ottiene la maggioranza anche al Nord-Est (56,3%). Del tutto diversa la situazione al Centro-Sud dove i giudizi positivi si fermano a poco più di un terzo al Centro (34%, a fronte del 65,9% dei negativi), al 27,6% nelle Isole (72,4% negativi) e al 26,4% al Sud (73,6% negativi). Il disagio più frequente è rappresentato dalle lunghe liste di attesa per visite ed esami (75,5%). Oltre la metà (53,2%) ha incontrato lunghe liste di attesa per interventi chirurgici, quasi la metà (48,9%) scarsa disponibilità del personale medico e infermieristico. Nel 42,2% dei casi si denunciano strutture mediche fatiscenti, nel 41,8% condizioni igieniche insoddisfacenti. Oltre un terzo (34,1%) di quanti si sono rivolti alla sanità pubblica ha sperimentato errori medici. 
Agli intervistati è stato chiesto se nel corso dell’ultimo anno è capitato loro di dover rinunciare, a causa dei costi eccessivi, a una serie di spese mediche. Le cure dentistiche risultano essere al primo posto (31,9%), sia perché solitamente non riconducibili a patologie gravi e interventi urgenti sia per i costi elevati. Quasi un quarto del campione ha rinunciato a fisioterapia/riabilitazione (23,2%) e alla prevenzione (22,6%). Il 17,5% ha sacrificato persino medicine e terapie.


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