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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
13/01/2017, 16:42

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 Si arricchisce di un’altra quarantina di principi attivi l’elenco delle sostanze che non possono essere utilizzate in farmacia per preparati galenici a scopo dimagrante.



Si arricchisce di un’altra quarantina di principi attivi l’elenco delle sostanze che non possono essere utilizzate in farmacia per preparati galenici a scopo dimagrante. A stabilirlo è il decreto del Ministero della Salute del 22 dicembre 2016, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 2 gennaio e già in vigore. 
A medici e farmacisti "è vietato prescrivere ed eseguire preparazioni magistrali a fini anoressizzanti contenenti" una quarantina di sostanze fra cui estratto secco (E.S.) di tè verde, caffeina, fucus, tarassaco, aloe titolato, guaranà e finocchio.
"A scopo cautelativo, si legge nell’art. 2, è fatto divieto ai medici di prescrivere e ai farmacisti di eseguire preparazioni magistrali contenenti principi attivi finora noti per essere impiegati nelle preparazioni galeniche a scopo dimagrante, per i quali non esistono studi e lavori apparsi su pubblicazioni scientifiche accreditate in campo internazionale che ne dimostrino la sicurezza in associazione". 
All’origine del provvedimento ci sono i due pareri rilasciati nell’agosto scorso dall’Agenzia del farmaco (Aifa) e dall’Istituto superiore di sanità (ISS), sulla base di una richiesta trasmessa il mese prima dal Ministero della Salute in seguito a una segnalazione proveniente dai NAS. «Per i principi attivi menzionati - scrive l’Aifa, come riportato da Federfarma - non esistono studi clinici che ne dimostrino l’efficacia nella terapia del sovrappeso, né studi che dimostrino la sicurezza in associazione tra loro». 
Il rischio di interazioni farmacologiche, prosegue il parere, «è noto ed è facilmente riscontrabile nei singoli riassunti delle caratteristiche del prodotto», mentre in caso di preparazioni magistrali le probabilità di reazioni avverse «possono aumentare in relazione al numero di sostanze associate». L’assenza di indicazioni approvate, si legge invece nel parere dell’ISS, indica che il profilo beneficio-rischio di questi farmaci nelle diete dimagranti è sfavorevole o, quanto meno, che gli studi disponibili non supportano un possibile loro uso nel trattamento dell’obesità.
Dunque, questo è solo l’ultimo di una serie di decreti con i quali il Ministero della Salute è intervenuto in materia negli ultimi due anni. Nel dicembre 2015 è stata esclusa dalle preparazioni magistrali anoressizzanti l’efedrina; nell’agosto precedente è toccato a bupropione, clorazepato di potassio, fluoxetina, furosemide, metformina, topiramato e acido triiodoacetico (TRIAC); il mese prima è stata bandita la pseudoefedrina; infine a maggio è stata la volta di fenilpropanolamina/norefedrina. Complessivamente, si tratta di poco meno di una sessantina le sostanze colpite da divieto. Siamo di fronte all’ennesima persecuzione del Potere nei confronti di farmaci e farmacisti? Non lo crediamo, ma è bene ricordare un caso di cronaca risalente al 2013 relativo ad giovane deceduto per aver assunto un galenico a base di fendimetrazina, per il quale sono oggi indagati sette funzionari del dicastero. Un’imposizione più restrittiva delle regole in campo sanitario non è mai fine a se stessa, ma a vantaggio della sicurezza e della salute dei cittadini.


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