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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
23/12/2016, 18:31

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 Se pranzi, cene, cenoni e brindisi vari durante le feste natalizie rappresentano una minaccia per la linea, possono in realtà rivelarsi pericolose per chi soffre di psoriasi.



Se pranzi, cene, cenoni e brindisi vari durante le feste natalizie rappresentano una minaccia per la linea, possono in realtà rivelarsi pericolose per chi soffre di psoriasi. In queste settimane di abbuffate senza troppe remore anche la pelle rischia, perché molti cibi della tradizione sono bombe caloriche che, oltre a regalare chili di troppo, infiammano i tessuti, spianando la strada alla comparsa di nuove lesioni sulla cute. Dagli esperti dermatologi dell’Università Federico II di Napoli, che hanno fatto il punto sui cibi amici e nemici dei pazienti, arriva il menù "salva-pelle" per le feste.
Per la cena della Vigilia, per esempio, sì al pesce accompagnato da verdure invernali per contorno come carote e zucca gialla; per il pranzo di Natale via libera a carni magre come pollo e tacchino farciti di verdure quali cavolo, bietole o spinaci e accompagnati da cereali integrali. Come dessert, gli esperti consigliano la frutta secca e qualche dolce della tradizione meno ricco di zuccheri, preferendo per esempio una piccola fetta di pandoro o panettone classici, senza farciture, a torrone e marron glacé. Maggiore attenzione, invece, ai dolci elaborati.
«La dieta mediterranea è la migliore per i pazienti con psoriasi» sottolinea Nicola Balato, docente di Dermatologia alla Federico II di Napoli, responsabile dell’ambulatorio della psoriasi. «Tanto pesce azzurro, frutta, verdura e legumi sono i cardini di un’alimentazione sana, mentre la carne rossa e i salumi non andrebbero portati in tavola più di una volta al mese, quella bianca una volta alla settimana». Un regime alimentare adeguato a mantenere bassi i livelli generali di infiammazione: è proprio questa, infatti, ad essere troppo elevata nella cute dei soggetti con psoriasi che, non a caso, hanno un rischio più elevato di andare incontro anche ad altre patologie legate a doppio filo all’eccesso di infiammazione nei tessuti: dal diabete alla sindrome metabolica, dall’artrite alle malattie cardiovascolari.
Promossa, dunque, la dieta mediterranea. «Dobbiamo proporci di seguirla anche in questo periodo in cui gli stravizi sono più frequenti - raccomanda Balato - perché in caso contrario il rischio di andare incontro a un peggioramento delle lesioni è concreto». E chi volesse arricchire i piatti con gusti un po’ diversi dal solito, può puntare su mirtilli, mango o avocado, tutti frutti con uno dimostrato effetto antinfiammatorio. Ottima anche tutta la frutta invernale, tra cui arance e mandarini.
Attenzione, infine, ai danni alla pelle causati da alcol e zuccheri aggiunti. «Gli alcolici possono scatenare un peggioramento e anche compromettere l’efficacia di alcuni trattamenti: chi soffre di psoriasi dovrebbe limitare al minimo i brindisi, pur non dovendo evitarli del tutto», afferma Fabio Ayala, direttore della Clinica dermatologica dell’Università Federico II di Napoli. «Anche gli zuccheri semplici hanno un potente effetto infiammatorio, per cui è opportuno ridurne il consumo anche e soprattutto in questo periodo, quando le occasioni per esagerare sono tante. Meglio scegliere dessert meno ricchi di zucchero e non abbondare con le porzioni. Incerta è, invece, l’associazione tra celiachia e psoriasi: perciò, meglio non ricorrere al fai-da-te eliminando intere categorie di cibi senza una diagnosi certa e, piuttosto, sottoporsi ai test per capire se si è davvero celiaci».


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