SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
07/12/2016, 12:33

sport salute; malattie cardiovascolari;



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 Non tutti gli sport sono vantaggiosi per la salute: per esempio, meglio usare la racchetta che dare calci a un pallone.



Non tutti gli sport sono vantaggiosi per la salute: per esempio, meglio usare la racchetta che dare calci a un pallone. A confermarlo è una ricerca internazionale guidata dall’Università di Sydney secondo cui tennis, nuoto, aerobica e ciclismo offrono vantaggi salvavita in più rispetto a corsa e calcio. Lo studio, pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, ha anche riscontrato che la morte per malattie cardiovascolari si riduce nelle persone che praticano questo tipo di attività fisica.
L’indagine, che ha analizzato il database relativo a 11 indagini sanitarie annuali realizzate tra il 1994 e il 2008, ha preso in esame 80 mila adulti over 30 per valutare l’associazione tra la pratica di 6 diverse discipline sportive e il rischio di mortalità. I risultati hanno evidenziato un rischio di morte per qualsiasi causa inferiore del 47% fra coloro che praticano sport con racchetta (tennis, squash, badminton); del 28% fra i nuotatori; del 27% tra coloro che fanno aerobica; del 15% tra i ciclisti, rispetto a chi non ha mai praticato tali attività. Ancora, il rischio di morte per malattie cardiovascolari è risultato del 56% più basso fra i tennisti, del 41% fra i nuotatori e del 36% fra i cultori dell’aerobica.
«I nostri risultati – avverte l’autore senior della ricerca Emmanuel Stamatakis – indicano che non è importante solo quanto spesso si fa sport, ma pure che tipo di esercizio si sceglie. Gli studi futuri dovrebbero aiutare a rafforzare ulteriormente questa base di dati specifici, e a capire come consentire una maggiore partecipazione sportiva a tutte le età e in tutti i ceti sociali».



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