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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
25/11/2016, 17:00

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Contro-lo-spettro-delle-resistenze-scoperto-un-batterio-cannibale-che-divora-i-suoi-simili


 Contro l’incubo dell’antibiotico-resistenza che incombe sul mondo, gli scienziati le stanno provando tutte...



Contro l’incubo dell’antibiotico-resistenza che incombe sul mondo, gli scienziati le stanno provando tutte. Anche sondare approcci definiti dagli stessi studiosi "creativi", come quello di utilizzare un batterio cannibale che ha il vizietto di divorare i suoi simili. Il suo nome è Bdellovibrio bacteriovirus, e di mestiere fa il predatore. Secondo un team di ricercatori britannici, si tratterebbe di una nuova arma contro i superbatteri resistenti: usare un batterio per sbarazzarsi dell’altro.
Una dose di Bdellovibrio può agire come una sorta di antibiotico vivente per aiutare a debellare un’infezione altrimenti letale. Gli studi condotti su animali, pubblicati su Current Biology, suggerirebbero l’assenza di effetti collaterali. Si tratta di un batterio agile, che si fa strada dentro il microbo-vittima, divora il suo interno e cresce di dimensioni. Finito il lauto pasto, si replica fuoriuscendo dal suo ospite ormai morto. Il team dell’Imperial College London e dell’University of Nottingham ha tentato di utilizzare Bdellovibrio per eliminare il batterio Shigella, causa comune di avvelenamento da cibo contaminato che colpisce 160 milioni di persone l’anno con oltre 1 milione di morti.
I test di laboratorio hanno mostrato che il batterio predatore è stato in grado di far collassare la popolazione di Shigella. Ulteriori esperimenti sono stati condotti infettando con il superbug le larve dei pesci, a una dose letale con la quale solo il 25% sopravvive per 3 giorni. L’intervento del predatore è stato determinante: la sopravvivenza è salita al 60% e i ricercatori hanno anche notato che il batterio predatore ha funzionato meglio in combinazione con il sistema immunitario del pesce.
«Quel che rende speciale l’approccio del batterio cannibale è l’incapacità dell’organismo ospitante di sviluppare resistenza», sottolinea Serge Mostowy, dell’Imperial College London. «Il ricorso a un antibiotico vivente che potrebbe essere usato negli animali e nell’uomo è una tappa importante della ricerca». Ma serviranno ancora diversi test sulla sicurezza prima di utilizzare in modalità terapeutica Bdellovibrio, che ha dimostrato di uccidere un’ampia varietà di batteri compresi anche Escherichia coli e Salmonella.


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