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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
25/11/2016, 16:50

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Arriva-dall’EFSA-l’allarme-sui-possibili-rischi-per-i-bambini-che-consumano-olio-di-colza-


 Troppo olio di colza insidioso per la salute dei bambini. L’acido erucico, un contaminante naturale presente negli oli vegetali...



Troppo olio di colza insidioso per la salute dei bambini. L’acido erucico, un contaminante naturale presente negli oli vegetali e in quello di colza, "non rappresenta un problema di sicurezza per la maggior parte dei consumatori, ma può costituire un rischio a lungo termine per la salute di bambini fino a 10 anni che introducono elevate quantità di alimenti contenenti tale sostanza". A sostenerlo è l’European Food Safety Authority (EFSA), secondo cui la concentrazione di acido erucico nei mangimi può rappresentare un rischio per la salute dei polli.
L’acido erucico è un acido grasso omega-9 monoinsaturo presente nei semi oleosi della famiglia botanica delle Brassicaceae, in particolare colza e senape. Entra nella catena alimentare per lo più quando l’olio di colza viene utilizzato per la trasformazione industriale degli alimenti e nella cucina casalinga di alcuni paesi: è presente in dolci, torte, nel latte artificiale/di proseguimento e anche in alcuni mangimi (per esempio la farina di colza). Anche se colza e senape selvatiche contengono elevati livelli di acido erucico (oltre il 40% degli acidi grassi totali), la sua concentrazione nella colza coltivata per uso alimentare è in genere al di sotto dello 0,5%.
Nel 1976, ricorda l’EFSA, l’UE ha fissato i tenori massimi di acido erucico come contaminante in oli e grassi vegetali, e in alimenti contenenti oli vegetali e grassi aggiunti tra gli ingredienti. Inoltre, la soglia massima specifica per latte artificiale e latte di proseguimento è stata fissata ad un valore 5 volte inferiore a quello per altri alimenti. 
Problemi cardiaci. Test condotti su animali evidenziano che l’ingestione di oli contenenti acido erucico può portare nel corso del tempo a una patologia cardiaca, temporanea e reversibile, definita "lipidosi del miocardio". Altri effetti potenziali osservati negli animali, incluse variazioni di peso di fegato, reni e muscolo scheletrico, si verificano a dosi lievemente superiori. Così per i contaminanti nella catena alimentare gli esperti EFSA hanno stabilito una dose giornaliera tollerabile di 7 mg/Kg di peso corporeo al giorno.
Consumo pediatrico. Nelle diverse fasce d’età, l’esposizione media del consumatore varia da 0,3 a 4,4 mg/Kg di peso corporeo al giorno. Ma i neonati e altri bambini potrebbero essere esposti sino a un massimo di 7,4 mg/Kg di peso corporeoal giorno. Gli esperti hanno rilevato, tuttavia, di aver probabilmente sovrastimato tale rischio per tenere conto dei limiti nelle informazioni scientifiche disponibili. Per la maggior parte dei consumatori, soprattutto quelli più piccoli (1-2 anni) e gli altri bambini (3-10 anni), i principali responsabili dell’esposizione all’acido erucico nella dieta sono dolci, torte e biscotti. Per i neonati (0-12 mesi), la fonte principale è il latte artificiale. 
Rischi per gli animali. L’EFSA ricorda anche i rischi per la salute animale connessi all’esposizione ad acido erucico. Per i suini è improbabile che i tenori di acido erucico nei mangimi rappresentino un problema per la salute, a differenza del pollame. Non è stato possibile, invece, valutare il rischio per ruminanti (bovini, ovini e altre specie), cavalli, pesci e conigli, in quanto non erano disponibili dati sufficienti.
«Il messaggio dell’EFSA per l’Italia - avverte tuttavia Giorgio Calabrese, nutrizionista e presidente del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare - è di particolare serenità: l’olio di colza non è molto usato nel nostro paese, mentre sotto il nome di olio di canola è usato diffusamente in Francia, USA e Canada. Ora emerge l’importanza di un impiego cauto negli alimenti per lattanti e bambini, perché c’è il rischio di problemi di salute legato a un consumo eccessivo. È bene dunque leggere le etichette facendo attenzione, in particolare, agli alimenti per i bambini e a quelli d’importazione, in particolare dalla Francia, dagli Stati Uniti e dal Canada». 
Insomma, secondo l’esperto, nel nostro Paese possiamo essere abbastanza tranquilli, ma il consiglio è quello di leggere bene le etichette degli alimenti, in particolare di quelli destinati ai bambini. Attenzione anche a olio di ravizzone e olio di senape.


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