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La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
18/11/2016, 12:59

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Procreazione-medicalmente-assistita-a-vantaggio-del-desiderio-di-genitorialità


 Sono state quasi 71 mila nel 2014 le coppie italiane che hanno fatto ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA)...



Sono state quasi 71 mila nel 2014 le coppie italiane che hanno fatto ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), per un totale di oltre 16 mila gravidanze e circa 12 mila nuovi nati. A confermarlo è l’Istituto superiore di sanità (ISS), che chiarisce come l’infertilità - ovvero l’assenza di concepimento dopo 12 mesi di rapporti regolari - interessi oltre il 15% delle coppie. Purtroppo, circa un quarto di tutte le patologie oncologiche si verifica durante l’età riproduttiva e i pazienti guariti dalle neoplasie rischiano di vedere compromessa la propria fertilità. Sono solo alcuni dei dati emersi durante il workshop "Procreazione Medicalmente Assistita. La soddisfazione del desiderio di genitorialità, anche per i pazienti oncologici" che ha avuto luogo questa settimana a Roma, in Senato.
«In Italia più di 2 coppie su 10 hanno problemi di infertilità e il 15-20% di loro lo scopre intorno ai 2 anni dal matrimonio e solo la metà di loro si rivolge ai centri di PMA», chiarisce Annibale Volpe, past president della Società italiana della riproduzione (SIDR). «Per una coppia, in generale, la probabilità di ottenere una gravidanza spontanea è del 25% ogni mese, e del 90% nell’arco dei primi 12 mesi di rapporti non protetti. Il picco si ha tra i 20 e i 25 anni con il 30-35% di possibilità di gravidanza. Una percentuale che oltre i 35 anni sarà del 20% e oltre i 40 anni sarà inferiore al 10%».
«Oggi le donne che affrontano la procreazione - aggiunge Giulia Scaravelli, responsabile del Registro nazionale della procreazione medicalmente assistita, del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (CNESPS), Istituto superiore di sanità - lo fanno in età sempre più avanzata, quando la riserva ovarica è ridotta e la probabilità di ammalarsi è superiore».
Un tema dunque delicato, ma allo stesso tempo fondamentale per la salute e il benessere della coppia, da convincere Teva - una delle principali aziende farmaceutiche mondiali e più grande produttore di farmaci equivalenti al mondo - a commissionare l’indagine LIFE (Listening in: IVF and Fertility in Europe) sulla fecondazione in vitro e sulla fertilità, che ha rilevato un’elevata accettazione delle tecniche di PMA e congelamento degli ovuli sia per ragioni mediche sia legate allo stile di vita. L’indagine è stata condotta su un campione di oltre 6000 uomini e donne in Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia e Regno Unito, intervistati per fornire un parere sui trattamenti per la fertilità. Il primo dato rilevante è che il 93% di loro pensa che la fecondazione in vitro FIVET-ICSI, la cui richiesta è destinata ad aumentare in futuro, dovrebbe essere sovvenzionata con fondi pubblici. In Italia i nuovi Livelli essenziali di assistenza (LEA) ricomprendono la PMA, sia omologa che eterologa. L’aggiornamento arriva dopo 15 anni dall’approvazione della Legge 40, del 19 febbraio 2004, e con l’ingresso della PMA nei LEA l’infertilità è riconosciuta quale patologia.
Oggi circa il 10% delle donne con una diagnosi di tumore è in età fertile e in futuro, anche grazie all’integrazione di tecniche diverse, una percentuale di loro potrebbe tornare a sperare di diventare madre anche attraverso una gravidanza spontanea. Oggi si può preservare la fertilità con la crioconservazione degli ovociti e successivamente intervenire con la PMA. «Ma fondamentale - avverte Scaravelli - è il councelling prima dell’intervento terapeutico», con l’obiettivo di orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità della paziente, promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolandone le capacità di scelta. Secondo l’indagine il congelamento degli ovuli è considerato favorevolmente dalla maggioranza degli intervistati, sia per ragioni mediche (84%, in Italia 78%) che non mediche (60%, in Italia 57%). Ma l’infertilità ha tante cause e quando una coppia cerca un figlio che non arriva, di solito è la donna la prima a sottoporsi ad indagini e cure appropriate, anche se in circa un terzo dei casi è il maschio la causa dell’infertilità. 
«Un altro ostacolo - sottolinea lo psichiatra e psicoterapeuta Alberto Caputo, presidente dell’Istituto di evoluzione sessuale (IES) - è la paura, lo stress, l’essere messi ogni volta di fronte alle proprie difficoltà, che porta quasi il 50% delle coppie ad abbandonare il percorso prima del termine dei cicli previsti».
«Come azienda farmaceutica - precisa Enrica Bucchioni, direttore medico di Teva Italia -siamo impegnati nella ricerca e nell’innovazione per la salute in generale, e della donna in particolare. Per questo vogliamo garantire l’accessibilità alle cure e la sostenibilità del SSN con soluzioni terapeutiche nuove che rispondano a queste esigenze».


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