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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
21/10/2016, 12:55

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In-Italia-sono-quasi-8-milioni-le-donne-che-soffrono-di-dolore-pelvico-cronico-


 Una donna su quattro in Italia soffre di dolore pelvico cronico, un sintomo talvolta così debilitante da limitare anche le più semplici attività quotidiane.



Una donna su quattro in Italia soffre di dolore pelvico cronico, un sintomo talvolta così debilitante da limitare anche le più semplici attività quotidiane. A sostenerlo è un’indagine promossa da Onda su un campione di 600 donne dai 18 ai 50 anni, che rivela l’impatto devastante che il sintomo ha sin dall’inizio sull’attività quotidiana delle donne, per esempio sull’umore (48%) o sull’intimità di coppia (48%). Il dolore viene paragonato da chi ne soffre a puntura di spilli (17%), coltellata (12%), martello che picchia (10%) o fuoco che brucia dentro (10%). Un’attività pervadente, che genera nervosismo, intacca la felicità, genera disagio, stanca e deprime. 
Nonostante tutto la donna tarda ad andare dal medico, «tanto che trascorrono almeno 7 mesi tra la comparsa dei sintomi e il primo consulto», avverte Francesca Merzagora, presidente di Onda. Il primo medico interpellato è il medico di famiglia, anche se il ginecologo rimane la figura di riferimento per questa malattia, consultato da 7 donne su 10. Da notare che il 46% dichiara di aver consultato 2 medici, mentre il 30% di essere stata visitata da 3 o più medici. 
"Pur trattandosi di un fenomeno che, trascurato, è in grado di portare a conseguenze anche gravi - spiega Monica Sommariva, dell’UO di Urologia e unità spinale dell’Ospedale G. Fornaroli di Magenta - la multifattorialità delle cause di questo disturbo (nella pelvi sono raccolti l’apparato riproduttivo, urinario, gastroenterico, muscolo-scheletrico e nervoso), insieme a un "percorso a ostacoli" tra specialisti, generano importanti ritardi diagnostici». 
Una diagnosi per lo più di esclusione, perché non sempre si riesce a identificare una causa vera e propria e spesso più cause, anche di diversa competenza specialistica, interagiscono nell’insorgenza della sintomatologia dolorosa. Quando il dolore diventa cronico, si crea un "cortocircuito" delle strutture nervose deputate alla sua elaborazione, responsabile dell’automantenimento della sensazione dolorosa. Il dolore si trasforma, così, in una vera e propria malattia, diventando un inseparabile compagno di viaggio pervasivo in tutti gli ambiti della vita: affettivo-familiare, socio-relazionale e lavorativo. 
«Oggi il dolore pelvico cronico può essere trattato con terapie mediche e comportamentali di alto livello ottenendo un controllo efficace. Il dolore peggiore è, tuttavia, quello di chi non viene capito nella sua sofferenza, ma ora qualcuno è in grado di ascoltare e ciascun paziente non è più solo, ma può vincere e sorridere alla vita», conclude l’esperta. 
I dati evidenziano anche come in generale internet rappresenti, sia per donne sane sia malate, la prima fonte di informazione (40%). Ben 9 donne che ne soffrono su 10 infatti esprimono il desiderio di avere maggiore informazione sulla malattia. 
«È fondamentale però - aggiunge Francesca Merzagora - rivolgersi a strutture specializzate, gestite da équipe multidisciplinari, composte da diverse figure professionali specifiche tra loro complementari, in grado di cogliere, attraverso un approccio globale, tutti gli aspetti che la complessità di questa patologia tende a generare, per indagare tutte le possibili cause e individuare le misure terapeutiche più indicate». Per questo motivo Onda ha deciso di organizzare un Open Week sul dolore pelvico cronico dal 24 al 28 ottobre 2016 con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione femminile sull’importanza della prevenzione e del riconoscimento precoce dei sintomi, che potrà essere d’aiuto nella scelta del luogo di cura. Si tratta di un progetto che coinvolgerà 4 ospedali in 4 diverse regioni italiane (Campania, Lombardia, Sardegna e Toscana), in rappresentanza delle differenti realtà territoriali a livello sanitario. Gli ospedali coinvolti, che offriranno una settimana di servizi gratuiti sul dolore pelvico cronico (visite, esami, incontri informativi, consulenze, materiale informativo, ecc.) sono l’AO Giuseppe Moscati di Avellino, l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il PO Giovanni Paolo II di Olbia e l’AOU Senese di Siena. 


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