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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
07/10/2016, 18:34

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Gonfiore-addominale-addio-grazie-alla-dieta-“Low-FODMAP”


 L’incubo di una pancia gonfia, enorme tanto da mettere a disagio noi stessi e chi ci accompagna è il disturbo che vive il 15% della popolazione affetta da sindrome dell’intestino irritabile.



L’incubo di una pancia gonfia, enorme tanto da mettere a disagio noi stessi e chi ci accompagna è il disturbo che vive il 15% della popolazione affetta da sindrome dell’intestino irritabile. Persone che spesso non hanno avuto una diagnosi certa e continuano a sottoporsi a diete più o meno efficaci senza conoscere le vere cause di dolori e gonfiore addominali. Occorre cambiare assioma, da «siamo quello che mangiamo a siamo quello che assorbiamo», avverte Enrico S. Corazziari, gastroenterologo dell’Università La Sapienza di Roma, autore del volume "La dieta Low Fodmap per sgonfiare la pancia" edito da Mondadori. Secondo l’esperto, «dopo un solo mese di dieta i giorni con la pancia gonfia sono calati di ben il 40%».
Il gastroenterologo ha sottoposto persone che soffrono di sindrome dell’intestino irritabile a una dieta a basso apporto di FODMAP, una sigla che sta per oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi fermentabili e polioli), cioè sostanze che più sono presenti nell’alimentazione più vengono fermentate nell’intestino causando gonfiore e malessere. Tra i cibi ad alto contenuto di FODMAP vanno ricordati latte, formaggi freschi, mele, pere, frutta secca, carciofi, asparagi, broccoli, legumi, frumento e miele. Tra quelli a basso contenuto, latte di soia, banane mature, fragole, uva, sedano, melanzane, riso, mais e sciroppo d’acero.
«La dieta Low FODMAP non esclude alcuni cibi, ma ne consiglia un uso moderato», sottolinea Corazziari. «Molti di quelli indicati come "non idonei" sono alimenti buoni che non fanno male e costituiscono i pilastri della dieta mediterranea. Ma chi ha un predisposizione a soffrire di fermentazione causata da questi cibi soffre di sindrome dell’intestino irritabile, un disturbo anche molto invalidante che spesso costringe le persone a modificare le propria vita. Per questo occorre capire l’origine del problema e trovare una dieta personalizzata per il paziente». 
L’idea alla base della dieta Low FODMAP per sgonfiare la pancia nasce dall’esperienza maturata incontrando e visitando i pazienti con sindrome dell’intestino irritabile. In loro si percepisce lo sconcerto rispetto all’interpretazione dei disturbi che vengono sempre attribuiti a ciò che viene mangiato, ma che queste persone non riescono mai a identificare bene. Così si procede per tentativi: si toglie una cosa e poi l’altra, ma i disturbi continuano. La spiegazione è che esistono tanti alimenti molto fermentabili presenti in tanti cibi che mangiamo. Spesso si tende a eliminare la pizza o il latte, ma non si sa che anche la frutta o la verdura posso agire da stimolatori della pancia gonfia.
«Dal 2012 hanno iniziato ad apparire in letteratura scientifica studi che esaminano con maggior rigore il ruolo delle sostanze alimentari che fermentano nel nostro intestino», ricorda lo specialista. «Nel 2014 sono stati pubblicati su Gastroenterology i risultati di uno studio di ricercatori australiani che sosteneva l’efficacia della dieta Low FODMAP sul gonfiore e il dolore addominale nella sindrome dell’intestino irritabile. Ho quindi deciso di intraprendere in prima persona una ricerca su questo regime dietetico in pazienti affetti da tale sindrome. Ipotizzavo che uno studio ben condotto avrebbe finito con il dimostrare la scarsa utilità della dieta. Al contrario le cose andarono diversamente: la Low FODMAP è risultata addirittura più efficace di tante altre terapie.  «Ricordo ancora - conclude Corazziari - l’entusiasmo di una paziente che ha commentato i risultati ottenuti con un significativo "la pancia non c’è più"».


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