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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
30/09/2016, 17:54

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 Spesso le iniezioni di insulina vengono effettuate in modo improprio, con il rischio di non riuscire a tenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue.



Spesso le iniezioni di insulina vengono effettuate in modo improprio, con il rischio di non riuscire a tenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue. A sostenerlo è uno studio pubblicato sulla rivista Mayo Clinic Proceedings, che alla fine per superare il problema fornisce raccomandazioni migliorative che vanno da quali aghi usare alla zona dove iniettare. «Data la loro apparente semplicità - avverte il primo autore dello studio Anders Frid del Dipartimento di Endocrinologia dell’Ospedale universitario Skane di Malmö, in Svezia - le iniezioni di insulina sono spesso oggetto di scarsa formazione verso i pazienti, che spesso usano tecniche improprie peggiorando il controllo glicemico e aumentando i costi sanitari». Tra il 2014 e il 2015 i ricercatori hanno così intervistato oltre 13 mila persone in 423 centri di 42 paesi, scoprendo che il 10% dei partecipanti non aveva mai ricevuto istruzioni formali su come iniettarsi l’insulina, e che più del 60% di loro non ne aveva mai parlato con il medico di famiglia.
Per questo sono state messe a punto le raccomandazioni Fitter (Forum for injection technique and therapy: expert recommendations), grazie a 183 esperti diabetologi provenienti da 54 paesi diversi. «Le linee guida - spiega Frid - sono organizzate in vari temi: anatomia, fisiologia, patologia, psicologia e tecnologia», ricordando uno dei concetti chiave: gli aghi più corti, quelli da 4 mm per le penne e da 6 mm per le siringhe, sono i più sicuri, in quanto evitano le iniezioni intramuscolari con il relativo rischio di ipoglicemia specie con le insuline ad azione prolungata. 
Un altro aspetto importante è la presenza di lipoipertrofia, una complicanza frequente del trattamento che rende irregolare e imprevedibile l’assorbimento dell’insulina iniettata, per risolvere la quale basterebbe secondo gli esperti modificare la tecnica iniettiva evitando le aree interessate: in questo modo molte zone lipoipertrofiche si riducono o scompaiono col tempo». Con la speranza che il rispetto, da parte di pazienti e operatori sanitari, di tali e altre raccomandazioni contenute nelle linee guida Fitter porti a terapie più efficaci, risultati migliori e costi più bassi. 



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