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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
23/09/2016, 18:14

melanoma, cheratosi attinica, salute, pelle, sole, tumore,



Incidenza-elevata-dei-tumori-della-pelle-in-marinai-e-lavoratori-esposti-al-sole-


 Secondo recenti stime l’1% della popolazione è colpito da un tumore della pelle, melanoma e non solo.



Secondo recenti stime  l’1% della popolazione è colpito da un tumore della pelle, melanoma e non solo. Secondo i dati nazionali dell’Associazione italiana registro tumori (Airtum) i tumori maligni cutanei non melanomatosi sono quelli più frequentemente diagnosticati: circa 70 mila casi contro i 10 mila melanomi in Italia. L’incidenza annuale in Europa, peraltro sottostimata, è compresa tra i 40 e i 140 nuovi casi ogni 100 mila abitanti. 
«La cheratosi attinica è il tumore della pelle non melanomatoso più diffuso. Nello specifico è una lesione tumorale nella fase iniziale che può evolvere in un carcinoma squamocellulare invasivo», spiega Ketty Peris, docente di dermatologia e direttore della Clinica dermatologica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, durante la presentazione dei risultati della campagna di prevenzione "L’amore per il mare è nella nostra pelle". «Queste lesioni si formano a causa di un danno cronico da radiazioni solari che determina un’alterazione delle cellule che, con l’esposizione cronica ai raggi ultravioletti (UVA e UVB), diventa permanente». 
Vivere o lavorare sotto al sole aumenta dunque il rischio di sviluppare tumori della pelle, melanoma e non solo. Tutta la popolazione, e in particolare le persone maggiormente esposte ai raggi UV per motivi professionali, devono essere sensibilizzati sui rischi e sull’importanza di sottoporsi con regolarità a visite dermatologiche. A confermarlo sono proprio i risultati della campagna nazionale di prevenzione, nell’ambito della quale è stata condotta un’attività di screening dermatologico che ha coinvolto 921 donne e uomini della Marina militare. Risultato: 217 casi riscontrati di cheratosi attiniche, pari al 23,5% del campione esaminato.
«L’aspetto sicuramente nuovo e importante emerso da questa campagna - continua Peris - è che la percentuale di cheratosi attiniche tra i membri della Marina militare è del 23,5%, un dato molto superiore rispetto a quello che conoscevamo fino a poco tempo fa, peraltro in linea con quanto recentemente riscontrato in alcuni studi sulla popolazione italiana. Tutto ciò significa che occorre ancora molto lavoro d’informazione, prevenzione e cura sulla cheratosi attinica, che di fatto è una lesione tutt’ora molto sottovalutata e sotto-diagnosticata».



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