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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
23/09/2016, 17:47

psoriasi, dermatologia, pelle, salute,



Psoriasi-e-artrite-psoriasica,-qualità-di-vita-compromessa-per-un-paziente-su-due


 Sono quasi 2 milioni e mezzo gli italiani affetti da psoriasi e artrite psoriasica, responsabili di prurito, arrossamento della pelle, desquamazione, rigidità e gonfiore delle articolazioni..



Sono quasi 2 milioni e mezzo gli italiani affetti da psoriasi e artrite psoriasica, responsabili di prurito, arrossamento della pelle, desquamazione, rigidità e gonfiore delle articolazioni con un impatto sulla vita sociale e lavorativa devastante. Una ragione più che sufficiente a convincere l’Associazione per la difesa degli psoriasici (Adipso) e la Società italiana di comunicazione scientifica e sanitaria (Sics) a realizzare un’ampia indagine su questi pazienti attraverso i dati di 6 ricerche specifiche che hanno coinvolto 167 pazienti, di cui 103 con psoriasi e 64 con artrite psoriasica, e quasi 2 mila operatori sanitari. Lo studio costituisce la base del progetto Bridge, che unisce clinici, pazienti e decisori per individuare il percorso del paziente con malattia psoriasica.
Arrossamento e desquamazione (34%), prurito (25%) e coinvolgimento delle unghie (12%) sono i sintomi maggiormente segnalati dai pazienti. I segni della malattia si manifestano prevalentemente su gomiti, cuoio capelluto, ginocchia e sul tronco. In particolare, quasi la metà del campione (46,9%) afferma che la presenza di lesioni cutanee evidenti incide profondamente nello svolgimento di attività quotidiane come lavoro, scuola e relazioni sociali a fronte di un 38,5% che sostiene di non sentire in modo schiacciante il peso della malattia nel quotidiano. In particolare i pazienti, il 18% dei quali dichiara di essere affetto anche da artrite psoriasica, denunciano una compromissione della loro qualità di vita. Per quanto riguarda i pazienti colpiti da artrite psoriasica, dolore e gonfiore a una o più articolazioni sono i sintomi avvertiti con maggiore frequenza; seguono rigidità o gonfiore a una o più articolazioni
Il 65,1% si dichiara, inoltre, soddisfatto della terapia prescritta dal medico anche se 1 paziente su 3 (27,1% del campione) vorrebbe farmaci da somministrare per bocca, mentre 1 su 5 (il 19,75%) preferirebbe non doversi recare in ospedale per assumere la terapia. La persistenza della malattia in aree difficili da trattare (unghie, palmo plantare, cuoio capelluto) è il motivo principale che spinge il paziente a tornare dallo specialista (36,75%), seguito dalla persistenza delle manifestazioni cutanee (34,2%).
L’indagine si è focalizzata anche sul tema dell’adesione alla terapia da parte del paziente: il 63% dei dermatologi ritiene che i pazienti aderiscano correttamente al trattamento con farmaci biologici, anche se la paura degli effetti collaterali e di sviluppare infezioni e neoplasie è segnalato come motivo di non adesione da parte del 54,7% del campione. Tra le cause della non corretta adesione alle terapie il 15,4% dei medici indica anche la necessità di eseguire esami diagnostici prima e nel corso delle cure. «La psoriasi - spiega Giampiero Girolomoni, presidente della Società italiana di dermatologia (Sidemast) - è una malattia che dura tutta la vita. Ha, infatti, un andamento cronico recidivante che influisce sulla qualità di vita dei malati sotto diversi punti di vista, spesso soggettivi, con implicazioni psicologiche, lavorative ed economiche. Fino a 20 anni fa la malattia non era presa in considerazione, non esistevano cure specifiche e si puntava solo all’ospedalizzazione. Ora gli scenari sono cambiati: la ricerca scientifica ha fatto enormi passi avanti e le nuove terapie biotecnologiche consentono di ottenere risultati importanti in termini di efficacia e qualità della vita dei pazienti, anche nei casi più gravi. Ma esistono ancora bisogni insoddisfatti e criticità come la diagnosi tardiva. Serve quindi un modello organizzativo più efficace che coinvolga anche i medici di medicina generale e garantisca un buon collegamento fra la dermatologia territoriale e i centri di riferimento per la cura della psoriasi».



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