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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
04/08/2016, 12:41

aterosclerosi, salute, prevenzione,



Riducendo-al-“silenzio”-il-fattore-von-Willebrand-si-potrà-frenare-l’aterosclerosi


 Giungono dalla ricerca italiana nuove strategie di protezione contro l’aterosclerosi, la principale causa di attacchi ischemici acuti cardiovascolari.



Giungono dalla ricerca italiana nuove strategie di protezione contro l’aterosclerosi, la principale causa di attacchi ischemici acuti cardiovascolari. A confermarlo è uno studio condotto da Anar Dushpanova e Silvia Agostini del Laboratorio di medicina critica traslazionale (Trancrilab) all’Istituto di scienze della vita della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Dal quale emerge che, riducendo al silenzio una proteina nota come fattore di von Willebrand, è possibile rendere l’endotelio incapace di generare stress ossidativo e proteggere tanto il cuore quanto altri organi dalla disfunzione endoteliale, primo passo verso l’aterosclerosi.
La scoperta, pubblicato su Scientific Report, apre le porte verso una terapia genica, dosabile come farmaco che può contribuire a prevenire il danno d’organo e a proteggere dall’aterosclerosi. Alla ricerca hanno contribuito anche l’Istituto di fisiologia clinica del Cnr e la Fondazione toscana G. Monasterio.
Secondo i ricercatori del Trancrilab, la disfunzione endoteliale è caratterizzata da un’aumentata produzione di endotelina-1, potente vasocostrittore, da una riduzione della biodisponibilità di ossido nitrico, gas vasodilatatore, nonché da un aumento dell’attività procoagulante e dello stress ossidativo. «I sintomi di endotelio malato - sottolinea Vincenzo Lionetti, professore di anestesiologia e coordinatore del Laboratorio di medicina critica traslazionale dell’Istituto di scienze della vita della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa - sono secondari all’esposizione prolungata a stress ossidativo. Qualora si riuscisse a trovare un modo per ridurre le fonti endogene di stress ossidativo, piuttosto che continuare a sviluppare terapie a base di sostanze antiossidanti, si potrebbe aprire una nuova strada alla prevenzione dell’insorgenza di aterosclerosi nella popolazione generale».
Secondo l’esperto, prevenire l’aumento di sintesi endoteliale del fattore di von Willebrand, proteina già nota per la sua azione procoagulante, rende la cellula endoteliale incapace anche sotto stimolo di generare stress ossidativo e quindi endotelina-1. 
«La conoscenza di tale meccanismo, che ben si modula con il silenziamento genico, ci ha aiutato - prosegue Lionetti - a mettere a punto le basi di una terapia genica, dosabile come un farmaco, per prevenire la disfunzione endoteliale da esposizione prolungata ad agenti tossici endogeni, come l’angiotensina II». 


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