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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
08/07/2016, 18:23

cane, gatto, vaccino, malattie,



Cani-e-gatti,-nuove-raccomandazioni-mondiali-per-la-vaccinazione-degli-amici-dell’uomo


 Arriva dall’Associazione mondiale dei veterinari per piccoli animali (WSAVA) la raccomandazione di vaccinare tutti i cani e i gatti..



Arriva dall’Associazione mondiale dei veterinari per piccoli animali (WSAVA) la raccomandazione di vaccinare tutti i cani e i gatti per un’estesa protezione di popolazione e un calendario di vaccinazioni più fitte in cuccioli di cani e gatti. Obiettivo: instaurare una solida immunità nella fase di vita più sensibile e vulnerabile dalle principali malattie infettive quali parvovirosi, cimurro, epatite, leptospirosi e complesso delle malattie respiratorie. Per valutare la soluzione più idonea per il nostro cane o gatto l’unico intermediario è il veterinario di fiducia che, seguendo le raccomandazioni della WSAVA, può valutare il protocollo preventivo più appropriato. «L’obiettivo delle nuove guide linea WSAVA - spiega Michael Day dell’Università di Bristol, coordinatore e portavoce del gruppo dedicato alle vaccinazioni della WSAVA - è di fornire alle associazioni veterinarie nazionali consigli scientifici aggiornati sulla pratica della vaccinazione. Raccomandazioni e consigli che scaturiscono da un’accurata analisi delle più recenti evidenze scientifiche disponibili».


Vaccini per animali domestici 

I vaccini per cani e gatti, prosegue l’esperto britannico, sono sul mercato da oltre 50 anni nei paesi occidentali. Una risorsa importante, grazie alla quale molte malattie infettive mortali come parvovirosi (o gastroenterite virale emorragica canina), cimurro, epatite (infettiva da adenovirus canino) e panleucopenia (del gatto) sono state tenute sotto controllo. Ma c’è di più: le vaccinazioni si sono rivelate efficaci anche nel contrastare alcune malattie che dagli animali possono essere trasmesse all’uomo, quali rabbia e leptospirosi (zoonosi mortali anche per l’uomo, virale la prima e batterica la seconda). Per le strette correlazioni fra sanità umana e animale, in campo veterinario si è assistito ad un consistente investimento in ricerca e oggi ne sappiamo molto di più sugli agenti patogeni e sulla protezione immunitaria indotta dai vaccini: un immenso patrimonio di conoscenze a disposizione dei ricercatori e medici veterinari e delle loro organizzazioni e associazioni. «Non a caso - continua Day - le nostre indicazioni mirano a una visione olistica dei nostri amici a quattro zampe; una visione che differenzi le vaccinazioni non solo in base all’età, ma anche in base alla razza e alle condizioni ambientali in cui il cane o il gatto vivono». «Le linee guida WSAWA - puntualizza Carla Bernasconi, vice presidente nazionale della Federazione nazionale ordini veterinari italiani (FNOVI) - non sono "Tavole della Legge", ma possono davvero fare molto in un paese come il nostro, che ha bisogno di vaccinare più cani e più gatti con rigore. Allo stato dell’arte, vacciniamo pochi animali senza considerare le opportune variabili ambientali».nnFondamentale per Day è «vaccinare almeno il 75% degli animali, perché prevenire patologie potenzialmente letali ne previene il dilagare.nVaccinare animali di proprietà e randagi assicura l’immunità della popolazione canina e felina, oltre a tutelare la salute umana».nn«Estremamente importante - avverte Paola Dall’Ara, immunologa dell’Università di Milano - è iniziare a vaccinare i nostri amici a quattro zampe sin da piccoli e con rigore». Diverso è per gli animali adulti:n«La scelta del vaccino più adeguato dipende da diversi fattori, tra cui inrischi associati alla tipologia di animale, il suo stile di vita, la frequenza con cui la patologia è presente in un’area geografica e il rischio di esposizione al virus. Per fare un esempio pratico, non è da trascurare la vaccinazione contro la rabbia: molto dipende dalla zona in cui l’animale vive o nella quale va in vacanza».

Attenzione ai cani randagi 

«Per esempio - spiega l’immunologa milanese - visto che ci avviciniamo all’estate, chi per caso trova sulla propria strada un animale abbandonato deve portalo immediatamente dal veterinario e non a casa: possono esserci vaccinazioni che è necessario fare prima di introdurre il cane o il gatto nell’ambiente domestico a tutela di altri animali e della propria salute».nn"È chiaro che in questo caso l’elemento chiave è il medico veterinario» avverte Day. «Lo specialista infatti non solo conosce l’animale, ma ha anche ben chiara la situazione epidemiologica locale. La visita di controllo e la raccolta di informazioni dal proprietario sono il momento essenziale per completare il quadro sanitario e valutare il protocollo di vaccinazione più adatto al singolo animale«.nn«Questo presuppone una comunicazione chiara e sincera con il proprio veterinario di fiducia» aggiunge Bernasconi. «Oggi il web raccoglie le informazioni più disparate, molto spesso in contrasto tra loro. Se questo danun lato favorisce il dialogo e il confronto con il proprio medico veterinario,ndall’altro non può e non deve sostituirsi allo specialista».


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