SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

Numero di iscrizione al Registro Stampa 12/2015
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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

Progetto realizzato da MediaSalus Srl 

Via Che Guevara, 7/a - 41122 Modena - Tel. 059-8637125 - e-mail info@salutechefare.it - P.Iva 03535570364
 
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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
08/07/2016, 18:08

alimentazione, educazione alimentare, supporto famigliare,



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 1 - Essere una base sicura per i propri figli. I genitori, soprattutto nei primi anni di vita, hanno il compito di accudire e proteggere i propri figli..



  1. Essere una base sicura per i propri figli. I genitori, soprattutto nei primi anni di vita, hanno il compito di accudire e proteggere i propri figli, seguendo le linee di sviluppo dei piccoli prima e dei ragazzi poi. "Sei forte, puoi farcela da solo" è un incoraggiamento positivo, se adeguato all’età. Diverso, e inopportuno, è invece dire "Ormai sei grande, devi vedertela tu" o "Non si piange! Vergognati, alla tua età". 
  2. Favorire l’esplorazione. Si consiglia di parlare con i propri figli utilizzando frasi incoraggianti come "Divertiti! Starai bene coi tuoi amici", invece di "Vai pure a passare le vacanze coi tuoi amici, noi staremo qui da soli". n
  3. Fare attenzione al tipo di relazione. Il genitore non si pone come migliore amico del figlio e nemmeno come giudice del suo comportamento. Genitori ipercritici, così come genitori non attenti ai confini, rischiano di creare un clima di insicurezza e di poca fiducia. 
  4. Alimentare l’autostima. Non sempre il progetto ideale di vita di un genitore combacia con il progetto reale dei figli. Questi ultimi non vanno ritenuti prolungamenti di sé stessi, ma individui con intenzioni e desideri che, seppur differenti, meritano rispetto e attenzione. 
  5. Incoraggiare l’autonomia. Un problema diffuso è la difficoltà dei genitori a lasciare andare i figli che si avviano alla prima età adulta. È importante promuovere la loro autonomia, trasmettendo fiducia e appoggio. 
  6. Affrontare le difficoltà e non evitarle. Nel momento in cui si dovessero presentare difficoltà nei figli o in famiglia, occorre creare le condizioni affinché questo disagio possa essere riconosciuto ed espresso, preparandosi all’irruzione nel salotto di casa di tensioni. È meglio evitare la strategia del "far finta". 
  7. Ascoltare in modo consapevole. A fronte di una figlia/o che sta cercando di esprimere un suo disagio, cercare di orientarsi verso frasi come "Ci dispiace molto tu stia male, dacci la possibilità di aiutarti e aiutaci a capire come possiamo farlo", invece di "Io e papà siamo stanchi, non lo vedi? Non è questo il momento per venir fuori con certe cose tue". 
  8. Demitizzazione dell’immagine corporea. Purtroppo oggi molte ragazze sono patologicamente concentrate su forma e peso corporeo. Occorre che in famiglia tali aspetti siano il più possibile normalizzati, quindi evitando di mostrare eccessiva attenzione, fare paragoni o osservazioni negative su un corpo che per natura si sta sviluppando e modificando. 
  9. Guardare nel proprio piatto. Quando il rapporto con il cibo è parte preponderante del problema, non bisogna rinforzare ulteriormente l’ossessione sull’aspetto alimentare. A tavola va evitato ogni commento sul cibo. Ciascuno è tenuto a guardare nel proprio piatto e possibilmente a chiacchierare di come si sono svolte le rispettive giornate. 
  10. Cercare soluzioni con empatia. Il disturbo alimentare non dipende dalla buona volontà del soggetto, né è legato alla sua intelligenza.


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